Intesa, utile 2025 sale a 9,3 miliardi di euro. Crediti in sofferenza quasi azzerati
(Teleborsa) - Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2025 con risultati "pienamente in linea con le indicazioni per l'anno rese note al mercato e superiori agli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025". L'utile netto è stato pari a 9,3 miliardi di euro (+7,6% vs 2024) a fronte di oltre un miliardo allocato a valere sull'utile ante imposte dell'anno per l'ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo e costituito da: circa 650 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti addizionali per favorire il derisking e rafforzare lo stato patrimoniale; circa 285 milioni di accantonamenti, altre rettifiche di valore e altri oneri per favorire il derisking e rafforzare lo stato patrimoniale; circa 85 milioni di oneri di integrazione per anticipare uscite volontarie già concordate e circa 10 milioni di altri oneri di integrazione.Il risultato della gestione operativa è in aumento dell'1,5% rispetto al 2024. I proventi operativi netti sono in crescita dello 0,6% rispetto al 2024, con un +6,3% per le commissioni nette, un +4,6% per il risultato dell'attività assicurativa e un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value a fronte della diminuzione registrata dagli interessi netti, che peraltro si sono dimostrati resilienti collocandosi su livelli superiori a quelli del 2023 nonostante il forte calo dell'Euribor.
Il costo del rischio è a 41 centesimi di punto, a 26 escludendo le rettifiche di valore addizionali per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro. Le azioni manageriali attuate per l'ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo si sono tradotte nel quarto trimestre 2025 in una riduzione dei crediti deteriorati di 2,3 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e di 0,9 miliardi al netto e il quasi azzeramento delle sofferenze (scese a 0,8 miliardi da 1,3 miliardi al netto delle rettifiche di valore, a 2,4 miliardi da 4,1 miliardi al lordo); a fine dicembre 2025, l'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all'1,8% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall'EBA, l'incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all' 1,5% al lordo.
L'esposizione verso la Russia è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,05% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo: crediti a clientela della controllata russa vicini allo zero, crediti a clientela cross-border verso la Russia in larga parte in bonis e classificati a Stage 2.
La banca segnala un significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all'assemblea di dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e di buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026 (autorizzato dalla BCE).
Tra i fattori di successo di Intesa c'è la tecnologia: nuova piattaforma tecnologica nativa cloud (isytech), già disponibile per la clientela retail mass market con la nuova banca digitale Isybank e in progressiva estensione al resto del Gruppo: 5,6 miliardi di investimenti IT già effettuati e circa 2.430 specialisti IT già assunti; Isybank, la banca digitale del Gruppo, ha circa 900.000 conti già aperti da nuovi clienti; Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, conta circa 81.000 clienti e 3,5 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela al 31 dicembre 2025; intelligenza artificiale, con 153 App e circa 300 specialisti nel 2025.
Per il 2026 si prevede un utile netto a circa 10 miliardi di euro, derivante da: crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell'attività assicurativa, con interessi netti in aumento anche grazie all'hedging sulle poste a vista e alla crescita dei volumi; costi stabili; significativa riduzione degli accantonamenti; aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo. Si prevede una forte distribuzione di valore con un payout ratio per il 2026 al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.
(Teleborsa) 02-02-2026 07:58
Titoli citati nella notizia
| Nome | Prezzo Ultimo Contratto | Var % | Ora | Min oggi | Max oggi | Apertura |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Intesa Sanpaolo | 5,921 | -0,75 | 9.58.31 | 5,827 | 5,941 | 5,91 |