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Il mercato ESG europeo rimane dominato dai green bond

News Image (Teleborsa) - Dopo anni caratterizzati da una crescita rapida e diffusa, il segmento ESG europeo entra "in una fase di normalizzazione", nel primo trimestre del 2026, il mercato europeo della finanza sostenibile ha registrato "dinamiche contrastanti". Lo affermano gli analisti di Intesa Sanpaolo in una ricerca sul tema.

L'emissione complessiva di bond e prestiti ESG in Europa ha raggiunto 153 miliardi di euro, segnando un recupero del 14% rispetto all'ultimo trimestre del 2025, ma registrando una flessione del 24% su base annua. Questa contrazione è stata in gran parte determinata dal crollo delle emissioni di prestiti ESG. Il rallentamento non è inoltre uniforme tra le diverse componenti del mercato, ma riflette soprattutto la debolezza dei segmenti più innovativi e meno consolidati, come i sustainability-linked loans e i sustainability-linked bonds.

Le emissioni obbligazionarie, pari a 122 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, hanno subito una lieve contrazione del 7,6% rispetto al primo trimestre 2025. La flessione più ampia ha riguardato i sustainability-linked bonds, con emissioni praticamente azzerate. Nonostante il calo, i green bond si confermano lo strumento dominante con 87,4 miliardi di euro emessi nel trimestre. I social bond rappresentano l'unica nota positiva in termini di crescita annua (+2%), mentre i transition bond risultano completamente assenti dal mercato sia nel 2025 che nel primo trimestre del 2026.

Il mercato secondario e lo stock di titoli in circolazione riflettono la maturità raggiunta dal settore. I green bond in circolazione superano la soglia dei 2.000 miliardi di euro. Questo bacino è dominato da emittenti tedeschi, francesi e dalle istituzioni UE. La quasi totalità di questi titoli è denominata in euro e strutturata a tasso fisso (plain vanilla). La qualità creditizia è elevata, con una forte concentrazione nella fascia investment grade, e le scadenze si distribuiscono in modo omogeneo su tutta la curva dei rendimenti. Parallelamente, lo stock di social bond supera i 450 miliardi di euro, guidato da Francia e istituzioni europee. I volumi in questo segmento sono prevalentemente alimentati da attività governative e dal settore bancario.

Sul fronte della liquidità, i dati del primo trimestre 2026 indicano un rafforzamento dei volumi di trading, in particolare per i corporate bond ESG e i covered bonds europei, con turnover ratio in miglioramento che segnalano una buona efficienza del mercato secondario. I dati confermano inoltre il ruolo crescente degli emittenti pubblici (sovrani, agenzie e istituzioni): nel primo trimestre 2026 infatti le emissioni più grandi sono state realizzate da governi o enti pubblici, tra cui l'emissione da 7,2 miliardi di euro di Gilt green del Regno Unito e l'emissione da 5 miliardi di euro dell'Italia. "Questo conferma che il settore pubblico continua a fornire stabilità al mercato", si legge nella nota firmata da Chiara Manenti, Head of Rates, FX and Commodities Research presso Intesa Sanpaolo.

"Nonostante questa crescita continua anche nel periodo più recente, il quadro complessivo resta però caratterizzato da una certa sproporzione tra dinamica e dimensione", viene sottolineato. I dati BCE sottolineano infatti che, anche oggi, i bond ESG rappresentano ancora una quota relativamente contenuta del mercato obbligazionario complessivo dell'area euro: a maggio 2026 le emissioni ESG rappresentano il 7,8% delle emissioni totali, pur in aumento dal 7,5% a maggio 2025. "Ciò significa che, pur essendo ormai un segmento strutturale e in rapida espansione, la finanza sostenibile non ha ancora raggiunto una scala tale da trasformare profondamente l'intero mercato del debito", viene aggiunto.

Infine, nel periodo più recente emerge inoltre con chiarezza la persistenza di una forte concentrazione geografica. Un ruolo dominante sia nelle emissioni sia nella detenzione di titoli verdi è svolto da Francia (41 miliardi di euro di emissioni ESG nel primo trimestre 2026) e Germania (24 miliardi di euro), mentre altri Paesi restano marginali o stanno ancora entrando gradualmente in questo segmento.

(Teleborsa) 17-06-2026 15:24

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