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Il dollaro si rafforza con l'escalation tra USA e Iran, riflettori su Fed e petrolio

void image (Teleborsa) - Il dollaro ha guadagnato terreno sui mercati valutari, sostenuto dalla domanda di beni rifugio mentre gli investitori monitorano l'evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran. L'attenzione resta inoltre rivolta alle prospettive della politica monetaria della Federal Reserve e all'andamento dei prezzi del petrolio.

L'indice del dollaro, che misura il biglietto verde nei confronti di un paniere di sei valute principali, è salito dello 0,17% a 100,91, mentre l'euro ha ceduto lo 0,23% a 1,1413 dollari.

A sostenere il biglietto verde sono state soprattutto le tensioni geopolitiche. Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno annunciato un blocco navale nei confronti dell'Arabia Saudita, aprendo un nuovo fronte del conflitto e alimentando le preoccupazioni per le forniture energetiche e il commercio globale. Successivamente, tuttavia, il petrolio ha ridotto i guadagni dopo che Teheran e Washington hanno lasciato intendere di voler riaprire il dialogo diplomatico. Il WTI è rimasto pressoché invariato a 82,50 dollari al barile, mentre il Brent è salito dello 0,08% a 88,17 dollari, dopo aver toccato i massimi da oltre un mese.

Sul fronte della politica monetaria, la settimana si presenta povera di dati macroeconomici, mentre i funzionari della Federal Reserve sono entrati nel consueto periodo di silenzio in vista della riunione della prossima settimana. Dopo i recenti dati su inflazione e mercato del lavoro, gli operatori attribuiscono una probabilità di appena il 14,4% a un rialzo dei tassi nel meeting imminente, contro oltre il 40% di una settimana fa. Restano invece elevate, intorno al 65,5%, le probabilità di un aumento del costo del denaro nella riunione di settembre.

Anche la Banca centrale europea si riunirà questa settimana. I mercati scontano una probabilità di circa il 13% di un rialzo dei tassi nell'incontro imminente, mentre le attese per una stretta a settembre si attestano intorno al 78%.

(Foto: Patrick Hermans - stock.adobe.com (ex Fotolia.it))

(Teleborsa) 20-07-2026 20:20


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