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Gota (Assogestioni): bene SIU per strumento europeo da affiancare ai PIR con vocazione azionaria

News Image (Teleborsa) - "Il 2025 si è chiuso con un patrimonio gestito delle associate record, pari a 2.636 miliardi di euro, oltre 100 miliardi superiore all'anno precedente. Questo valore è stato sicuramente supportato dal buon andamento dei mercati, ma ci sono stati flussi netti positivi per 38 miliardi di euro, una buona notizia per industria, con 16 miliardi di euro riconducibili a fondi comuni aperti". Lo ha detto Maria Luisa Gota, presidente di Assogestioni, nella plenaria di apertura della XVI edizione del Salone del Risparmio, che si svolge dal 5 al 7 maggio 2026 all'Allianz MiCo di Milano.

"I fenomi alla base sono quelli che ben conosciamo: un ottimo andamento dei fondi obbligazionari, le altre categorie sono un po' in sofferenza e hanno registrato una raccolta negativa - ha spiegato - Se guardiamo all'Europa, anche qui abbiamo raggiunto un patrimonio record con 35 mila miliardi di euro; in questo caso, tutte le categorie di fondi sono state positive, inclusi quelli azionari che hanno beneficiato di un contributo determinante degli ETF".

Gota ha detto che ci sono 1.600 persone in sala e almeno 800 collegate in streaming, a dimostrazione che il Salone è "diventato un momento di confronto immancabile per la nostra industria".

La presidente di Assogestioni ha parlato quindi di "un anno complessivamente buono per la nostra industria e non era scontato, perchè viviamo in un contesto internazionale piuttosto instabile, da un anno e mezzo stiamo assistento a dinamiche tra paesi e aree che vanno a ridisegnare gli equilibri geopolitici, utilizzando un nuovo paradigma che purtoppo fa uso della forza militare e non solo economica, e che mette in discussione ogni giorno le conquiste dello stato di diritto".

"In questo contesto instabile, i mercati hanno mostrato una resilienza quasi sorprendente - ha aggiunto - Mercati positivi aiutano l'industria ma non sono condizione sufficiente per farla prosperare. Da alcuni anni a questa parte, anno dopo anno, c'è una contrazione del margine operativo, i ricavi sono sotto pressione per la competizione, i costi crescono per l'inflazione, investimenti tecnologici e approvvigionamento dei dati che è sempre più indispensabile. L'industria deve guadagnare efficienza, masse e scala; per quanto riguarda la scala, l'industria italiana ed europea non ha ancora raggiunto quella giusta".

"Il risparmio è abbondante e diffuso, in Italia e in Europa, basta pensare che il 30% della ricchezza finanziaria dei cittadini europei non è investita ma ferma sui conti correnti o impiegata a breve termine, in un momento in cui pianificare a lungo termine e investire di conseguenza è sempre più importante, considerando la trasformazione demografica che stiamo vivendo". Ha fatto anche notare che l'immobilismo del risparmio rallenta lo svilippo del mercato dei capitali, con il rapporto della capitalizzazione della nostra Borsa rispetto al PIL che è uno dei dati più bassi di tutte le economie avanzate".

Gota ha delineato tre leve evolutive. "La prima riguarda noi stessi come operatori del settore, è la produttività, dobbiamo lavorare per incrementarla - ha detto - È una leva di autoevoluzione che si basa su un principio molto semplice, per servire i clenti dobbiamo far ordine in casa, con tecnologia e offerta". Sul primo fronte, "parliamo anche di utilizzo dell'AI, che nel nostro settore può servire per rafforzare le analisi, il risk management, personalizzare il servizio, ma certo va maneggiata con grande attenzione in un settore come il nostro basato sulla fiducia con i clienti". Sul secondo fronte, occorre "superare la contrapposizione quasi ideologica tra gestione attiva e passiva, che non ha ragione di essere, perchè in un portafoglio ben distribuito c'è spazio per tutto, con il valore aggiunto rappresentato dal servizio, di asset allocation o di ingresso graduale sui mercati, ad esempio".

La seconda leva riguarda lo sviluppo della previdenza complementare: "Con la riforma dovremmo beneficiare di un numero - stimato dalla Ragioneria - di nuovi 100 mila iscritti ogni anno, che si aggiungono agli 800 mila che già oggi vengono registrati. Ritieniamo che sia una stima prudente e ci auguriamo che possa essere superata. Ci impegniamo a supportare iniziative di collaborazione tra pubblico e privato, iniziative concrete".

La terza fa riferimento alla savings and investments union (SIU) e alla raccomandazione sui conti di risparmio e investimento: "La raccomandazione non è vincolante ma detta linee guida molto importanti e sposta la responsabilità verso i governi nazionali. Pensiamo che questi contenitori debbano essere incentivati fiscalmente. In Italia abbiamo i PIR, che rispettano molte delle caratteristiche, crediamo che i PIR siano uno strumento molto valido per sostenere le imprese nazionali, quindi ci immaginiamo uno strumento di respiro europeo che vada ad affiancarsi ai PIR, con una vocazione prevalentemente azionaria".

In conclusione, l'industria "deve fare esercizio di consapevolezza e rendersi conto che siamo - assieme alla reti - un ecosistema che è e sarà sempre di più un motore di trasformazione di una materia che c'è - abbondante e diffusa - in qualcosa che rafforza la sicurezza finanziaria di persone e famiglie e contribuisce allo sviluppo del paese e del continente".

(Teleborsa) 05-05-2026 11:06


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