Giappone, Ueda (BoJ) vede rischi al rialzo per l'inflazione
(Teleborsa) - L'inflazione sottostante in Giappone ha raggiunto il 2%, in linea con l'obiettivo della Bank of Japan (BoJ), ma non è ancora chiaro per quanto tempo riuscirà a mantenersi su questo livello. È quanto ha dichiarato il governatore Kazuo Ueda durante un incontro con la direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, a Washington."L'inflazione sottostante è al 2%: il nostro obiettivo è mantenerla a questo livello", ha affermato Ueda, sottolineando tuttavia che non vi sono ancora certezze sulla possibilità di preservare questa condizione nel lungo periodo.
Il governatore ha inoltre precisato che il 2% di inflazione non è ancora diventato una vera e propria norma sociale in Giappone. Sebbene il raggiungimento del target rappresenti una tappa significativa, resta necessario consolidare il risultato negli anni attraverso un adeguato aggiustamento della politica monetaria.
La BOJ prosegue il percorso di normalizzazione monetaria
Le dichiarazioni arrivano a una settimana dall'annuncio della BOJ secondo cui l'inflazione sottostante ha finalmente raggiunto il target del 2%, introdotto nel 2013.
A settembre la banca centrale ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo all'1,25%. Si è trattato del secondo rialzo in tre mesi, l'intervallo più breve tra due aumenti dei tassi dal 1990.
Ueda non ha fornito indicazioni precise sulle prossime mosse, limitandosi a ribadire che la normalizzazione della politica monetaria è finalizzata al raggiungimento della stabilità dei prezzi.
Le aspettative dei mercati restano comunque orientate verso un ulteriore intervento: secondo i prezzi degli overnight index swap, venerdì la probabilità di un rialzo nella riunione del 18 dicembre era pari a circa il 68%. Anche le previsioni degli economisti indicano una possibile stretta entro la fine dell'anno.
Ripresa della fiducia delle imprese e crescita dei salari
Nel suo intervento, il governatore ha evidenziato anche alcuni segnali positivi provenienti dall'economia giapponese. In particolare, il credito bancario è cresciuto recentemente a un ritmo superiore al 5%, il più elevato degli ultimi trent'anni.
Secondo Ueda, il ritorno di un'inflazione moderata sta contribuendo a risvegliare la propensione al rischio delle imprese, favorendo una maggiore disponibilità a investire.
Anche i dati sul mercato del lavoro mostrano segnali incoraggianti: a settembre i salari nominali sono aumentati al ritmo più sostenuto degli ultimi tre decenni, un elemento che potrebbe offrire alla BOJ ulteriori margini per proseguire con gli aumenti dei tassi.
Il governo Takaichi tra sostegno alle famiglie e normalizzazione
Sul fronte politico, la prima ministra Sanae Takaichi continua a mantenere elevati livelli di consenso, anche grazie alle misure introdotte per attenuare l'impatto dell'inflazione sulle famiglie.
Tra le iniziative previste figura la riduzione dell'imposta sui consumi applicata agli alimentari per un periodo di due anni, a partire da aprile.
Nel frattempo, Takaichi e i membri del suo governo hanno recentemente riconosciuto che il Giappone non necessita più delle tradizionali misure reflazionistiche. Una posizione che, secondo diversi economisti, potrebbe lasciare maggiore spazio alla BOJ per proseguire nel percorso di normalizzazione monetaria.
Quanto potranno salire ancora i tassi?
L'attenzione dei mercati si concentra ora sul livello massimo che i tassi giapponesi potranno raggiungere prima della conclusione del mandato quinquennale di Ueda, prevista tra meno di 18 mesi.
La previsione degli analisti indica un tasso terminale dell'1,75%, che implicherebbe altri due rialzi da 25 punti base. Alcuni istituti, tra cui BNP Paribas e JPMorgan Securities, prevedono invece che il tasso di riferimento possa arrivare fino al 2,5%.
Resta tuttavia da valutare l'impatto delle condizioni finanziarie globali. La BOJ continuerà infatti a monitorare attentamente i mercati azionari internazionali, evitando interventi che possano alimentare ulteriormente la volatilità.
Dal suo insediamento nell'aprile 2023, Ueda ha progressivamente smantellato il quadro di politica monetaria ultra-espansiva che aveva caratterizzato il Giappone per anni: ha posto fine ai tassi negativi, abbandonato il controllo della curva dei rendimenti nel marzo 2024 e ridotto gli acquisti di attività finanziarie.
(Teleborsa) 06-11-2026 19:00