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Forex in tensione: Yen torna ad apprezzarsi in vista decisioni BoJ

News Image (Teleborsa) - Torna a rafforzarsi lo yen, che guadagna circa il 2% nei confronti del dollaro, attestandosi a quota 155,41, dopo la debolezza evidenziata nell'ultimo periodo, che aveva portato il cross al di sopra di 160. Un trend che anticipa la riunione della Bank of Japan, in calendario il 16 e 17 settembre, subito dopo il FOMC.

Il mercato sta nuovamente fiutando un aumento dei tassi d'interesse da parte della Banca del Giappone, ancora alle prese con la persistente svalutazione della propria valuta, a seguito dei fallimentari tentativi di sostenere in modo stabile lo yen con interventi sul mercato dei cambi. Gli acquisti di yen effettuati dalla BoJ con il supporto di Washington, infatti, hanno avuto breve durata, pur mettendo in guardia gli speculatori dal premere sull'acceleratore delle vendite.

Un rialzo dei tassi d'interesse al prossimo meeting è pressoché scontato, ma la Bank of Japan ha anche margini di manovra piuttosto limitati, scontando un enorme debito pubblico e l'elevata esposizione ad attività estere, oltre che la forte dipendenza delle imprese dall'export e, dunque, dal mercato dei cambi.

Non si escludono ulteriori interventi "congiunti" sul Forex, che potrebbero anche anticipare la riunione di politica monetaria. Per questo motivo il mercato resta "in allerta" in vista di possibili segnali di intervento in acquisto o di controllo del mercato dei cambi, avallati anche dalle recenti pressioni del Tesoro USA affinché la BoJ proceda con un aumento dei tassi d'interesse. Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent, nei giorni scorsi, ha incontrato il Governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda ed ha sollecitato misure monetarie "decisive" per contrastare la debolezza dello yen, esortando anche la banca centrale giapponese ad evitare un'eccessiva volatilità della valuta.

E proprio l'eccessiva volatilità dello yen viene ritenuta un fattore che destabilizza i mercati e danneggia l'economia, tanto che qualche analista ha individuato in un regime di cambi fisso la soluzione del problema. Secondo Gunther Schnabl, Direttore del Flossbach von Storch Research Institute, sarebbe "preferibile" ancorare saldamente lo yen al dollaro per eliminare il rischio di bruschi apprezzamenti o deprezzamenti della valuta e le conseguenti turbolenze sui mercati finanziari internazionali. "Il contestuale rialzo dei tassi d'interesse verso i livelli statunitensi - sottolinea l'esperto - costringerebbe il Giappone a tagliare la spesa pubblica e imporrebbe alle imprese di diventare più efficienti", garantendo la ripresa economica.

"Il recente intervento congiunto con gli USA, in occasione del quale il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha invocato un ulteriore aumento dei tassi in Giappone, - sostiene Schnabl - può essere letto come un primo passo in questa direzione. Se il Giappone ancorasse saldamente lo yen al dollaro, gli USA si assicurerebbero un importante detentore di Treasury americani. Ciò contribuirebbe, a sua volta, a stabilizzare il sistema finanziario internazionale".

(Teleborsa) 03-09-2026 20:11


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