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Fed, board diviso sulle mosse future: Warsh non esclude rialzo dei tassi nel 2026

News Image (Teleborsa) - Kevin Warsh, al suo debutto come presidente della Federal Reserve, ha mantenuto i tassi fermi come da attese, ma ha lasciato diversi segnali che hanno colto di sorpresa i mercati sulla direzione futura della politica monetaria. Le borse hanno reagito negativamente, con i principali indici in calo durante e dopo la sua conferenza stampa. Inoltre, sebbene Il FOMC abbia votato senza dissensi apparenti per mantenere il tasso sui fondi federali nell'intervallo 3,5%-3,75%, il dot plot ha mostrato una spaccatura netta.

Il dot plot pubblicato dalla Fed mostra infatti una netta divergenza sul percorso futuro dei tassi: nove dei 19 membri del comitato prevedono almeno un rialzo di un quarto di punto quest'anno, di cui sei ne ipotizzano almeno due, mentre altri otto ritengono che i tassi debbano restare invariati e uno solo prevede un taglio. Tre mesi fa nessuno dei membri prevedeva la necessità di un aumento. Confermata poi la speculazione circolata alla vigilia del meeting: Warsh non ha presentato una propria proiezione sui tassi. Il presidente, da tempo critico verso la forward guidance, lo ha spiegato direttamente in conferenza stampa: "È prassi di questo comitato che i partecipanti presentino queste proiezioni, e ho incoraggiato i miei colleghi a continuare a farlo. Io, tuttavia, mi sono astenuto dal fornire qualsiasi mia proiezione, in linea con le mie posizioni di lunga data sul SEP, almeno nella sua struttura attuale".

Warsh ha annunciato la creazione di cinque task force, primo passo concreto della riforma promessa per la Fed: si occuperanno di comunicazione, bilancio della banca centrale, fonti di dati su cui si basano le decisioni, produttività e lavoro (incluso l'impatto dell'intelligenza artificiale e di altre tecnologie trasformative), e approccio all'inflazione. Sul fronte dei prezzi, come ha fatto notare Cnbc Warsh ha usato il termine "price stability" circa una dozzina di volte durante la conferenza. Un tono sorprendentemente aggressivo per un presidente che in passato si era spesso espresso a favore di tagli ai tassi, parlando di una determinazione "inequivocabile e unanime" del comitato a riportare l'inflazione sotto controllo.

Sui mercati, la reazione è stata negativa: Nasdaq e S&P 500 hanno toccato nuovi minimi settimanali, mentre il Dow Jones ha tenuto con perdite contenute. Sul fronte valutario, USD/JPY è salito vistosamente verso l'area 160,70, avvicinandosi alla soglia critica di 161, mentre EUR/USD è sceso sotto 1,15 e GBP/USD sotto 1,33. Il petrolio WTI è rimasto invariato sui minimi di giornata, mentre oro e argento sono tornati a scendere. il rendimento del Treasury a 2 anni è salito di 14,4 punti base.

Kay Haigh, global head e CIO di Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management, ha sottolineato: "Il meeting di oggi conferma che la recente svolta restrittiva della Fed non era legata soltanto all'aumento dei prezzi dell'energia. Nonostante il recente calo del prezzo del petrolio, metà dei membri del FOMC prevede rialzi dei tassi già quest'anno, riflettendo dati solidi sul mercato del lavoro e sull'inflazione. Il nostro scenario di base resta che la Fed riesca appena ad evitare rialzi, ma il margine è stretto e ci sarà un premio elevato sui prossimi dati sull'inflazione".

(Teleborsa) 18-06-2026 08:44


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