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ESG, Euronext: dopo anni di crescita rapida è tempo di consolidamento. Sale l'attenzione alla difesa

News Image (Teleborsa) - Per le aziende quotate su Euronext, il colosso finanziario francese che controlla otto listini in Europa, l'ultimo anno è stato di "consolidamento" sul fronte ESG (Environmental, Social e Governance). Lo ha detto Camille Leca, Group Head of ESG & Sustainable Finance, presentando l'edizione 2026 dell'ESG Trends Report in apertura della quarta edizione di Euronext Sustainability Week, la settimana dedicata alla finanza sostenibile che quest'anno per la prima volta coinvolge anche la Grecia, dopo l'acquisizione della Borsa di Atene da parte di Euronext. L'iniziativa, distribuita su 37 eventi in 11 Paesi, riunisce oltre 3.200 tra investitori, emittenti, policy maker e regolatori.

Il report fotografa lo stato della sostenibilità tra le società quotate su Euronext: la base dati copre oltre 1.680 emittenti, pari al 90% delle società quotate sui listini del gruppo, per una capitalizzazione aggregata di 7.200 miliardi di euro, e si fonda su più di 125 mila punti dati e oltre 70 indicatori quantitativi raccolti esclusivamente da fonti pubbliche - relazioni annuali, documenti di riferimento e report di sostenibilità - senza ricorso a stime. "C'è ancora un miglioramento nei principali parametri, ma questo si sta stabilizzando e non è lo stesso in tutte le aree", ha detto Leca.

Emissioni in calo, ma lo Scope 3 resta il nodo critico

Tra le società che hanno riportato dati con continuità negli ultimi tre anni, le emissioni medie di Scope 1 e Scope 2 (location-based) sono scese del 7% rispetto al 2023. Il rapporto sottolinea però come la rendicontazione resti solida e comparabile solo per le emissioni dirette (Scope 1) e per quelle indirette legate all'energia (Scope 2), mentre lo Scope 3 - le emissioni lungo la catena del valore - continua a rappresentare l'area più critica, per la difficoltà di misurazione e la scarsa uniformità dei criteri adottati dalle diverse aziende. Per riduzione delle emissioni Scope 1+2 tra il 2023 e il 2025, il report indica come i tre settori più virtuosi Utilities al primo posto, seguita da Consumer Staples ed Energy.

Efficienza energetica in miglioramento

Sul fronte energetico, il report segnala una sostanziale stabilità dell'intensità energetica media (MWh per milione di euro di ricavi) tra le grandi capitalizzazioni negli ultimi tre anni, a fronte di un lieve calo del numero di società che rendicontano i propri consumi energetici - un effetto che Euronext ricollega alla ricalibrazione regolatoria del pacchetto Omnibus UE, che ha alleggerito gli obblighi di disclosure e posticipato le scadenze CSRD per le medio-piccole imprese. Il report segnala inoltre che, in alcuni settori (ad esempio Consumer Staples ed Energy), a un aumento dei consumi energetici si accompagna comunque una riduzione delle emissioni Scope 1+2: un segnale di possibile disaccoppiamento tra consumo di energia ed emissioni, riconducibile a un mix energetico più pulito, a una maggiore elettrificazione dei processi o all'uso crescente di elettricità rinnovabile.

Più donne nei consigli di amministrazione

Sul versante della governance e della diversità, la quota femminile nei board delle società quotate su Euronext è salita al 35,4% nel 2025, in aumento di 2,2 punti percentuali rispetto al 33,2% del 2023. Il report collega questo trend anche all'avvicinarsi della scadenza di giugno 2026 fissata dalla direttiva UE Women on Boards, che impone alle grandi società quotate di migliorare l'equilibrio di genere ai vertici. Resta invece sostanzialmente stabile, negli ultimi tre anni, sia la quota di donne nelle posizioni manageriali (attorno al 27%) sia l'indice francese di parità professionale, che misura il gap salariale di genere nelle aziende con più di 50 dipendenti.

Tassonomia UE: rallenta la rendicontazione, non gli obiettivi

Il report registra un lieve calo nella rendicontazione sull'allineamento alla Tassonomia UE rispetto al 2023, un effetto che Euronext attribuisce principalmente al pacchetto di semplificazione Omnibus I, che ha innalzato le soglie di applicabilità, rinviato alcune scadenze e alleggerito i criteri Do No Significant Harm (DNSH). Secondo Euronext si tratta di un riposizionamento verso una maggiore qualità del dato più che di un arretramento sugli obiettivi ambientali: nel 2025 il 10% del fatturato delle società analizzate risulta allineato alla Tassonomia, con la quota di ricavi, CapEx e OpEx allineati in crescita rispettivamente del 9%, dell'8% e del 13% rispetto al 2024.

Cresce l'adesione alla Science Based Targets initiative

Il report dà inoltre conto della diffusione degli impegni scientifici sul clima: il 14% degli emittenti Euronext, oltre 250 società, ha aderito alla Science Based Targets initiative (SBTi), e il 37% di queste ha fissato anche obiettivi di azzeramento netto delle emissioni. Tra le società con impegni SBTi, l'84% ha ottenuto la validazione di target di breve termine, mentre il 9% risulta ancora alla fase di semplice adesione. Il report segnala però anche un 7% di società che nel 2025 ha ritirato il proprio impegno rispetto all'anno precedente, un dato che Euronext ricollega al contesto geopolitico e a una crescente cautela nella comunicazione sui temi ESG.

Il contesto regolatorio in evoluzione

Il report si inserisce in una fase di revisione del quadro normativo europeo sulla rendicontazione di sostenibilità: la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), rivista nell'ambito del pacchetto Omnibus, riduce il perimetro delle aziende obbligate e rinvia al 2028 la pubblicazione dei primi report per le "altre grandi imprese", mentre le PMI quotate escono dall'obbligo di rendicontazione e sono incoraggiate a un'adozione volontaria dello standard VSME. Restano nel perimetro obbligatorio le società con più di 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto annuo.

Euronext si impegna a dare il buon esempio

Parallelamente al suo ruolo di sostegno alla finanza sostenibile attraverso i propri mercati, Euronext continua a perseguire i propri obiettivi di sostenibilità. Come previsto dal piano strategico "Innovate for Growth 2027", il gruppo ha formalmente definito i suoi primi obiettivi climatici a lungo termine basati su evidenze scientifiche, attualmente in fase di convalida da parte della Science Based Targets initiative (SBTi). Inoltre, nell'ambito della Sustainability Week, Euronext ha annunciato il lancio di due nuovi indici ESG dedicati al mercato ellenico - Euronext Athens ESG Index e Euronext Athens ESG Tilted Index - sviluppati con dati Sustainalytics, oltre a nuove iniziative su governance, stewardship e formazione degli investitori retail.

"Lavoriamo su noi stessi perché non possiamo essere credibili con in clienti se non ci impegniamo in prima persona", ha sottolineato Leca. La manager ha anche spiegato che il gruppo sta prestando attenzione al mutato contesto geopolitico nell'adattare le proprie iniziative ESG. Nell'ultimo anno Euronext ha annunciato una serie di misure per incoraggiare gli investimenti nel settore della difesa, facilitando tra l'altro le quotazioni in Borsa e l'emissione di obbligazioni, ma anche anche introdotto un quadro di supporto per i propri dipendenti impegnati nelle riserve militari o che desiderano diventarlo. "È un chiaro esempio di come il ruolo di Euronext nella finanza sostenibile si stia evolvendo con quello che è più strategico in Europa", ha detto Leca.

(Teleborsa) 14-09-2026 11:19


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