DBA Group, De Bettin: M&A, estero e Data Center al centro del nostro Piano
(Teleborsa) - Il settore dei data center ha prospettive di sviluppo entusiasmanti in Italia e DBA Group appare ben posizionata per crescere in questo business, in cui opera da oltre 15 anni. Il management dell'azienda conta quasi di raddoppiare i ricavi nei prossimi cinque anni, attraverso la crescita organica ed operazioni di M&A in mercati promettenti come l'Italia e la Spagna. E' quanto emerso dall'intervista realizzata da Teleborsa all'Amministratore delegato di DBA Group, Raffaele De Bettin. Parliamo di uno dei temi più caldi in questo momento, i Data Center, che è uno dei settori in cui voi siete presenti. Può darci una breve descrizione di questa realtà, spiegandoci come siete posizionati?
DBA Group offre i suoi servizi di Architettura, Ingegneria e Project Management nel settore dei Data Center da molti anni; abbiamo cominciato a realizzare i primi oltre 15 anni fa con gli operatori telefonici. Oggi, ci posizioniamo come uno dei principali fornitori di servizi di questo tipo nel settore e operiamo sia in Italia che in Spagna.
Il settore è in fortissimo sviluppo: basti pensare che la capacità di potenza installata in Italia è circa un terzo rispetto a quella dei paesi più maturi, come ad esempio Inghilterra, Francia, Germania e Paesi Bassi. C'è quindi un grosso gap da colmare. Abbiamo numerose richieste, a cui facciamo fronte con una business unit dedicata che ormai conta più di 150 professionisti. Riusciamo a seguire i nostri clienti in tutte le fasi di sviluppo, sia del progetto che della realizzazione: dagli studi di fattibilità alla definizione del design e all'ottenimento dei permessi, fino alla fase di design costruttivo e supporto alla realizzazione con il controllo in cantiere, sia delle opere che della sicurezza, elemento chiaramente fondamentale trattandosi di investimenti e infrastrutture molto imponenti.
Recentemente avete presentato il piano industriale al 2030. Può dirci quali sono i driver principali, in particolare su quali settori state puntando, magari fornendo anche un'overview sui mercati esteri?
Il piano, approvato nel Consiglio di Amministrazione del 28 settembre e comunicato durante il nostro Capital Market Day del 1° ottobre, prevede un passaggio da un volume di ricavi di 130 milioni nel 2025 a una forchetta compresa tra i 220 e i 230 milioni al 2030.
Le principali direttrici di sviluppo sono equamente suddivise tra crescita organica ed esterna. Prevediamo operazioni di M&A nei prossimi cinque anni, principalmente in Italia e in Spagna, che consideriamo i nostri mercati domestici, ma con strategie leggermente diverse. In Spagna cercheremo di aumentare la nostra dimensione nel nostro settore storico, ovvero quello dell'Architettura, Ingegneria e Project Management. In Italia, invece, punteremo a crescere maggiormente sulle altre due linee di servizio: Consulting & Advisory e Piattaforme/Servizi Digitali, sempre legati al ciclo di vita di opere e infrastrutture complesse.
Il perimetro del piano comprende anche la Slovenia, dove operiamo da oltre dieci anni sia nel settore delle piattaforme digitali sia in quello dell'IT services puro. Stiamo cercando di focalizzarci sui settori storici più legati al nostro core business, ovvero le infrastrutture complesse; pertanto, valuteremo eventuali operazioni di valorizzazione della parte IT services. Al momento abbiamo diversi colloqui in corso, tutti coperti da nda (Non-Disclosure Agreement - accordo di riservatezza), e non possiamo ancora fornire tempistiche o dati precisi.
Può descriverci qual è la vostra strategia di M&A in relazione soprattutto alle vostre prospettive di crescita?
Come dicevo prima, per queste operazioni ci concentriamo su Italia e Spagna perché sono due mercati maturi e strutturati in cui DBA Group riesce ad esprimersi al meglio per fornire il massimo livello di qualità ai clienti.
Puntiamo molto sulla Spagna: vi siamo sbarcati a gennaio 2025 e le operation stanno andando molto bene. È un mercato in cui crediamo fermamente; chiaramente non riuscireremo in cinque anni ad arrivare dove siamo arrivati in 30 anni in Italia, ma vogliamo strutturarci per proseguire la crescita in quel paese. Nel frattempo, da qui al 2030, studieremo su quali altri mercati sbarcare in maniera strutturata per dare continuità alla nostra strategia di internazionalizzazione.
(Teleborsa) 06-11-2026 12:38