Covivio, ricavi crescono del 2,7% nei primi nove mesi del 2026
(Teleborsa) - Nei primi nove mesi del 2026 Covivio, uno dei maggiori operatori e investitori immobiliari europei, ha consuntivato ricavi per 803,7 milioni di euro (al 100%) e pari a 530,7 milioni (quota di pertinenza del Gruppo), sostanzialmente stabili (-0,4% su base annua; contro il -2,1% registrato a fine giugno).Su base like-for-like (LFL) i ricavi hanno registrato una crescita del +2,7%, in accelerazione rispetto al +2,2% del primo semestre 2026, sostenuta dall'indicizzazione (+1,1 punti percentuali), dall'incremento dei canoni e del tasso di occupazione (+1,3 punti percentuali) e dai ricavi variabili del settore alberghiero (+0,3 punti percentuali). Il tasso di occupazione si è mantenuto su livelli elevati, pari al 96,4% – nonostante l'impatto derivante dalla consegna dell'immobile "Beige" nel settembre 2026 – mentre la durata media residua dei contratti di locazione è salita a 7,6 anni (+1,2 anni rispetto alla fine del 2025).
Nel segmento uffici, i canoni sono cresciuti del +2,5% LFL (rispetto al +1,6% del primo semestre 2026). La crescita su base annua riflette il contributo derivante dall'aumento del tasso di occupazione (+1,3 punti percentuali, trainato principalmente dai miglioramenti registrati in Francia nel corso del terzo trimestre), da una revisione positiva dei canoni (+0,5 punti percentuali, soprattutto a Milano) e dall'indicizzazione (+0,8 punti percentuali). Covivio ha osservato che "sebbene, in questa fase, l'indicizzazione rappresenti un fattore di impatto relativamente contenuto, si prevede che possa costituire un volano più significativo a partire dal 2027".
Nel settore residenziale tedesco, la crescita dei canoni a perimetro costante si è mantenuta sostenuta al +3,4%, trainata dall'indicizzazione (+1,8 punti percentuali), dai programmi di ammodernamento (+1,0 punti percentuali) e dalla revisione dei canoni (+0,7 punti percentuali); la quota di sfitto strategico, legata ai processi di privatizzazione, ha avuto un impatto limitato (-0,1 punti percentuali). Il modello residenziale tedesco continua a dimostrare la propria resilienza, con un tasso di occupazione che si mantiene strutturalmente elevato, al 98,4%.
Nel settore alberghiero, i ricavi sono aumentati del +5,3% a perimetro corrente (rispetto al +4,0% registrato a fine giugno), trainati da recenti acquisizioni a Milano e in Spagna, e del +2,0% a perimetro costante. I canoni fissi, che rappresentano il 55% dei ricavi alberghieri, sono cresciuti del +1,6% a perimetro costante, riflettendo un contributo ancora limitato da parte dell'indicizzazione. Con il progressivo adeguamento dei contratti di locazione all'inflazione, Covivio prevede che l'indicizzazione diventerà un motore di crescita più significativo a partire dal 2027.
I ricavi variabili, che costituiscono il restante 45% dei ricavi alberghieri, hanno registrato un incremento del +2,6% a perimetro costante, con buone performance in tutte le sedi, fatta eccezione per il Belgio (9% dei ricavi variabili), che ha risentito dell'aumento dell'IVA. Spagna e Regno Unito hanno ottenuto risultati particolarmente brillanti, con ricavi in ??crescita rispettivamente del +21% e dell'+11% a perimetro costante. Anche la Germania ha registrato una solida performance, con un +5,8% a perimetro costante, mentre la Francia ha mostrato una crescita più contenuta (+1,9%), risentendo dei lavori di ristrutturazione alberghiera attualmente in corso.
Confermata la guidance per il 2026
Il management sottolinea che in un contesto sempre più complesso, caratterizzato da tassi di interesse elevati, incertezza politica e una ridotta liquidità nel mercato delle transazioni, Covivio continua a dimostrare la resilienza del proprio modello di business.
Pertanto la società conferma i propri obiettivi per il 2026, che prevedono una crescita di circa il 4% dell'utile netto ricorrente (EPRA Earnings rettificato) per azione.
(Teleborsa) 21-10-2026 20:04