Notizie Teleborsa

Costamp, poche speranze per i piccoli soci ancora "incastrati" dopo la revoca da EGM

News Image (Teleborsa) - A quasi quattro anni dal delisting da Piazza Affari, i piccoli azionisti di Costamp Group restano "incastrati" nel loro investimento, non avendo ricevuto dalla società proposte che ritengono soddisfacenti per vendere - benché in perdita - le loro azioni che fino ad agosto 2022 erano quotate su Euronext Growth Milan (EGM).

Costamp Group, con sede a Sirone (Lecco), è attiva nella progettazione, ingegnerizzazione e produzione di stampi per la componentistica nel settore automotive. La famiglia Corti, azionista di maggioranza, l'ha velocemente delistata nell'estate 2022 senza fare un'offerta pubblica d'acquisto (OPA) o prevedere un valore di recesso, in quanto la normativa dell'EGM consente di approvare il delisting in assemblea ordinaria con il 90% dei voti espressi.

Da allora, sono riusciti ad uscire solo due fondi (Gaea QIAIF ICAV e Theia SICAV SIF) che avevano circa il 4% del capitale, mentre i restanti piccoli soci sono ancora nel capitale di un'azienda privata e senza scambi. Si tratta di circa il 7% del capitale, in quando al momento del delisting la società aveva un flottante molto limitato di circa il 10%.

Secondo quanto risulta a Teleborsa, l'anno scorso una manciata di piccoli azionisti ha avuto interlocuzioni con la società per acquistare le loro azioni a un valore molto insoddisfacente, meno della metà rispetto all'ultimo prezzo battuto in Borsa di 0,416 euro, che comunque era vicino al minimo storico dall'IPO e penalizzato dall'annuncio di delisting.

Ora diversi piccoli azionisti, sia in prima persona che raggruppando alcune deleghe, si presenteranno all'assemblea del prossimo 30 aprile, convocata per approvare il bilancio 2025. "Non vogliamo essere disturbatori, ma solamente valorizzare il nostro investimento, visto che comunque la società gode di buona salute e non graverebbe sulle sue casse liquidare il nostro investimento", dice a Teleborsa Matteo Podestà, libero professionista che investe in Borsa e che dopo il delisting ha cercato di coordinare altri investitori retail di Costamp.

Come successo nelle assemblee degli anni scorsi, Podestà farà mettere a verbale l'insofferenza dei piccoli soci per la situazione e la volontà di arrivare a una transazione per uscire dal capitale.

Contattato da Teleborsa, il CFO della società Davide Corti non segnala alcun aggiornamento da parte di Costamp Group verso i piccoli azionisti, preferisce non rilasciare dichiarazioni su eventuali trattative con piccoli soci anche perché riguardano trattative con l'azionista di maggioranza e non con la società stessa, e chiarisce che, la società è impegnata ad affrontare la situazione di contrazione di mercato che sta investendo il settore, anche a tutela dei soci di minoranza.

Sullo sfondo, resta il tema che il passaggio da una società quotata a una dimensione privata segue logiche diverse a seconda del mercato di riferimento, creando scenari di tutela molto distanti per i piccoli risparmiatori. Su Euronext Milan, che è il mercato regolamentato principale, la disciplina è dettata dal Testo Unico della Finanza e il delisting è quasi sempre l'esito di un'OPA finalizzata all'acquisto della totalità delle azioni, dove la legge impone soglie rigide calcolate sull'intero capitale sociale.

Su Euronext Growth Milan la situazione cambia a causa della natura non regolamentata del mercato, che gode di una flessibilità normativa pensata per le piccole e medie imprese. La differenza cruciale risiede nel fatto che il delisting può essere approvato tramite una semplice delibera dell'assemblea ordinaria senza la necessità di lanciare un'OPA. La soglia richiesta non si calcola sulla totalità delle azioni emesse, bensì sul 90% dei voti rappresentati in assemblea. Questo significa che se una parte significativa degli azionisti non si presenta alla riunione, un socio di maggioranza con una quota relativamente contenuta rispetto al capitale totale potrebbe avere la forza numerica per approvare l'uscita dal listino.

Questa dinamica assembleare rappresenta un rischio notevole per l'investitore di minoranza, poiché il delisting su EGM non fa scattare automaticamente il diritto di recesso. Mentre sul mercato principale l'investitore riceve solitamente un corrispettivo per i suoi titoli, sull'EGM il rischio concreto è quello di rimanere proprietari di azioni di una società che diventa improvvisamente privata. In assenza di clausole specifiche all'interno dello statuto aziendale che obblighino il socio di controllo a comprare le azioni degli altri soci, l'investitore si ritrova con titoli non più negoziabili su una piattaforma pubblica, senza una valutazione ufficiale di mercato e con enormi difficoltà nel reperire potenziali acquirenti.

(Teleborsa) 23-04-2026 13:11


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.