Consob: non coinvolti in processo designazione presidente, nessun parere richiesto
(Teleborsa) - La Consob ha precisato "di non essere coinvolta nella fase di designazione, che rientra nelle prerogative delle più alte Istituzioni del nostro Paese". Lo si legge in una nota dopo le indiscrezioni apparse sulla stampa in merito al processo di nomina del presidente. A tal proposito, la Commissione - attualmente composta da quattro membri, tra i quali la commissaria Chiara Mosca ha il ruolo di presidente vicario - "non ha prodotto, né richiesto un parere in materia", prosegue la nota dell'Authority. Oggi La Repubblica in un articolo dal titolo "Il documento interno che boccia la candidatura di Freni alla presidenza della Consob" ha scritto che "ai piani alti della Consob circola da un paio di settimane un documento riservato di venti pagine, con un "pezzo forte" iniziale: un parere pro-veritate, intitolato proprio "Nomina Presidente Consob", che in quattro cartelle e in punto di diritto piazza una pietra tombale sulla nomina di Freni".
Il parere, sostiene il quotidiano, ricorda in particolare "l'attività di revisione del Testo Unico della Finanza", che ha occupato il sottosegretario al MEF Federico Freni per mesi, con ricadute sulle scalate bancarie. Sempre secondo La Repubblica, il governo si ripara dietro al precedente di Giuseppe Vegas che nel 2010 da viceministro di Tremonti fu promosso comunque al vertice della Consob. Ma "si tratterebbe di un caso di scuola di soggetto che prima da politico scrive le regole, poi da vigilante le applica", sarebbe scritto nel documento.
La Commissione della Consob, autorità che vigila sui mercati finanziari, è un organo collegiale composto da un presidente e da quattro commissari, nominati con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri. Il presidente del Consiglio dei Ministri, a sua volta, prima di procedere alla proposta di nomina deve acquisire il parere favorevole delle commissioni Finanze di Camera e Senato. La nomina è sottoposta al visto della Corte dei Conti, che deve dare il via libera alla registrazione del provvedimento. L'incarico del presidente e dei commissari dura sette anni e non è rinnovabile. Le decisioni sono assunte a maggioranza dei componenti presenti, salve alcune specifiche deliberazioni per le quali è richiesta dalla legge una maggioranza qualificata. Nel caso di assenza o di impedimento, il presidente è sostituito dal componente presente con maggiore anzianità nell'ufficio o, in caso di pari anzianità, dal più anziano per età.
(Teleborsa) 27-04-2026 18:09