Consob, Mosca: dialogo con mercato è diventato regola codificata e non più solo prassi
(Teleborsa) - "Sebbene, negli anni, il diritto europeo abbia progressivamente ridotto l'intervento della normativa secondaria nazionale, dalla recente riforma del Testo Unico della Finanza emerge nuovamente uno spazio non trascurabile di esercizio del potere regolamentare della Consob, soprattutto in relazione a materie caratterizzate da minore armonizzazione". Lo ha detto la presidente vicaria di Consob, Chiara Mosca, all'incontro annuale con il mercato finanziario."È il caso, per esempio, del diritto societario, da sempre espressione di un impianto di norme puramente nazionale - ha spiegato - Sfruttando la sostanziale assenza di una disciplina europea, la riforma ha previsto un regime semplificato che le società possono adottare prima della richiesta di ammissione delle azioni alla negoziazione su un mercato regolamentato, accessibile, a certe condizioni, anche alle PMI già quotate. Si è opportunamente discusso, e si continua a farlo, di tutela delle minoranze di fronte all'ampia autonomia statutaria consentita alle società. Il legislatore confida nel meccanismo del whitewash, allo stesso tempo demandando alla Consob alcune scelte tecniche attinenti al perimetro di questa nozione. La Consob ha avviato una consultazione pubblica su questo tema, che si concluderà il
prossimo 31 luglio, ispirata a principi di semplificazione e certezza del diritto. A far data dall'entrata in vigore del regolamento, le PMI già quotate avranno due anni per esercitare l'opzione di avvalersi del regime semplificato".
"Complessivamente il d.lgs. 47/2026 ha conferito alla Consob oltre 20 deleghe regolamentari, con termini di esercizio variabili da 3 a 12 mesi, alle quali si sono recentemente aggiunte quelle derivanti dall'esercizio della seconda delega prevista dalla Legge Capitali per la riforma organica delle procedure sanzionatorie", ha spiegato.
La presidente vicaria ha fatto notare che "la Consob si è espressa sulla riforma guardando alle migliori prassi internazionali e ricercando un punto di equilibrio tra le istanze di semplificazione, necessarie per creare un ambiente favorevole alla quotazione delle imprese, e la salvaguardia del livello di tutela degli investitori che, di volta in volta, è apparso irrinunciabile. È intuibile che un'autorità, "geneticamente" votata alla vigilanza e alla tutela del risparmio, valuti con cautela le ipotesi di intervento sulle protezioni esistenti, pur in un contesto economico e regolamentare in profonda evoluzione".
In questo momento storico, "infatti, è la competitività dei mercati al centro dell'agenda dei legislatori - ha sostenuto - Il rafforzamento dei mercati dei capitali rappresenta esso stesso strumento di tutela degli interessi degli investitori e parte dell'equilibrio complessivo tra presidi di protezione diretta e rimozione degli ostacoli normativi e operativi alla crescita".
Ricordando che la riforma del TUF ha innovato alcuni compiti e modalità di intervento delle autorità di vigilanza, Mosca si è soffermata sul fatto che il "recente esercizio della seconda delega di riforma del TUF ha rafforzato questa impostazione introducendo l'istituto del settlement (nuovo art. 196-quater del TUF), alternativo agli impegni, ovvero l'applicazione concordata delle sanzioni amministrative, secondo modelli già sperimentati in altre giurisdizioni. In sostanza, "il dialogo con il mercato è divenuto, a tutti gli effetti, una regola codificata, non più solo prassi, espressione di un modello di vigilanza improntato alla collaborazione".
(Teleborsa) 13-07-2026 11:02