Cipolletta (AIFI): il private equity ha tenuto nel 2025 ma mostra sintomi di fragilità
(Teleborsa) - "Il clima del private equity e venture capital è ovviamente perturbato dalle guerre e dalla nuova crisi energetica, ma il mercato italiano ha tenuto nel 2025, pur mostrando alcuni sintomi di fragilità. Gli investimenti sono stati positivi, soprattutto verso le piccole e medie imprese che si dimostra essere un segmento dinamico e in crescita, mentre sono stati in regresso gli investimenti in infrastrutture, negative la raccolta e l'exit, due fenomeni che sono in parte legati". Lo ha detto Innocenzo Cipolletta, presidente di AIFI, alla presentazione dei dati annuali 2025 del mercato italiano del private equity e venture capital organizzata da AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) e PwC."Gli operatori italiani restano dinamici in questo mercato, con dei sintomi che sono sia positivi che negativi nel prossimo futuro - ha spiegato - Di positivo c'è sicuramente l'avanzare della tecnologia, l'intelligenza artificiale e le nuove innovazioni che rendono necessari investimenti da parte delle imprese; e la necessità per le imprese italiane di aggregarsi. A livello negativo c'è il clima internazionale, con guerra, crisi energetica, rischi di inflazione e quindi anche di potenzialità di crescita dei tassi di interesse nel prossimo futuro".
Secondo Cipolletta, "resta per il nostro paese il problema di fare in modo che la quantità di risparmio importante che viene generata finisca al sistema produttivo per consentire una crescita economica che a sua volta generi nuovo risparmio. Questo è un problema anche europeo, ma particolare italiano: il fatto che la raccolta sia negativa testimonia una carenza di finanziamenti pur in un paese con risparmio elevato e quindi una possibilità-necessità di investimento".
(Teleborsa) 23-03-2026 11:36