Borsa di Budapest festeggia dopo vittoria elettorale leader opposizione Magyar
(Teleborsa) - Il nulla di fatto dei colloqui tra Usa e Iran del fine settimana in Pakistan e la minaccia del blocco navale di Hormuz da parte di Trump, con l'inevitabile rialzo delle quotazioni del greggio ben oltre i 100 dollari al barile, sono una batosta per le Borse europee che iniziano la settimana in negativo.Sembra non curarsene, invece, la Borsa di Budapest, partita in netto rialzo dopo la vittoria elettorale dell'esponente dell'opposizione ungherese Peter Magyar. Nelle contrattazioni mattutine l'indice di riferimento (Bux) guadagna il 2,58%.
Apolline Menut, economista di Carmignac, ha osservato che per quanto le elezioni in Ungheria abbiano un'importanza limitata per le prospettive di crescita a breve termine dell'Europa, sono però determinanti per la sua capacità di azione. "Magyar, dopo questa vittoria inaspettatamente ampia, ha già ribadito che il suo governo sarà filoeuropeo, porrà fine ai veti sistematici dell'Ungheria al sostegno all'Ucraina, rafforzerà la postura deterrente dell'UE nei confronti della Russia e contribuirà ad allentare le tensioni su bilancio europeo, politica energetica e allargamento.", ha commentato Menut.
Secondo l'economista di Carmignac, l'ampia maggioranza per il partito di Magyar, Tisza, migliorerebbe in "modo significativo" lo scenario attraverso tre canali: "una riduzione dei premi per il rischio qualora la politica fiscale recuperi credibilità; un contesto domestico più competitivo, con minori rendite oligopolistiche e una più efficiente allocazione del capitale; nonché un possibile rapido sblocco di ingenti fondi UE congelati per questioni legate allo stato di diritto, con una scadenza a fine agosto verosimilmente rispettata".
Per Tom Bailey, Head of Research di HANetf, la fine dell'era Orban ha potenziali implicazioni per gli investitori sia nel settore della difesa europea sia nella ricostruzione dell'Ucraina. Il cambio di rotta di Budapest "elimina una delle fonti di attrito più costanti all'interno dell'UE in materia di Russia e politiche di sicurezza, aprendo potenzialmente ad una posizione europea più allineata e a un contesto più favorevole al mantenimento di livelli elevati di spesa per la difesa, anche se Magyar stesso non è particolarmente interventista", ha osservato Bailey.
La seconda implicazione riguarda l'Ucraina. "Le esigenze di ricostruzione del Paese sono ora stimate in b, e una quota significativa di tali risorse dovrà essere sostenuta, direttamente o indirettamente, dall'Europa. Il cambiamento politico in Ungheria incide su questo fronte in due modi. In passato, l'Ungheria ha bloccato o ritardato i finanziamenti dell'UE destinati all'Ucraina; la rimozione di questo ostacolo riduce quindi il rischio che futuri pacchetti di supporto e ricostruzione subiscano ritardi. In secondo luogo, potrebbe ridurre l'opposizione interna, facilitando una più stretta integrazione tra Ucraina e UE, elemento centrale per il finanziamento e l'attuazione del processo di ricostruzione", ha aggiunto Bailey.
(Teleborsa) 13-04-2026 11:55