Bond, rendimenti in netto calo con investitori che cercano rifugio dai timori legati all'AI
(Teleborsa) - Forti acquisti sui titoli di Stato europei, con i rendimenti quindi in calo (prezzi e rendimenti si muovono in direzione opposta nelle obbligazioni), spinti dalla corsa degli investitori verso beni rifugio in seguito al crollo dei titoli tecnologici visto stamattina in Asia e che sta contagiando anche i mercati azionari europei.Ieri, un dato sull'indice dei prezzi al consumo negli USA superiore alle attese ha spinto al rialzo le aspettative di una politica monetaria più aggressiva da parte della Federal Reserve. Ciò ha messo sotto pressione i titoli di Oracle, CoreWeave e altre società del settore dell'intelligenza artificiale sensibili all'aumento dei costi di indebitamento.
"Dopo mesi in cui l'IA, la resilienza economica e il calo dell'inflazione erano quasi automaticamente motivi di ottimismo, improvvisamente è arrivato un numero che non si adattava del tutto alla narrazione desiderata", ha fatto notare Simon Wiersma, Chief Investment Strategist, ING. "Perché, come sappiamo, ai mercati piace la prevedibilità. Ed è proprio questo che non hanno avuto ieri - ha aggiunto - Un'inflazione statunitense più alta del previsto ha messo in difficoltà gli investitori e ha riportato praticamente tutte le preoccupazioni familiari sul tavolo contemporaneamente. Inflazione, aumenti dei tassi d'interesse, tensioni geopolitiche e un raffreddamento dell'hype dell'IA".
Il rendimento del Bund tedesco decennale tratta a 3,38% (-8 punti base), il BTP italiano al 4,45% (-10 punti base), l'OAT francese a 4,76% (-12 punti base), il Gilt britannico al 5,33% (-9 punti base), il Bonos spagnolo al 3,99% (-9 punti base).
Il differenziale di rendimento tra OAT e Bund si restringe leggermente a 138 punti base, dopo aver toccato quota 159 all'inizio di ottobre, il livello più alto da novembre 2011. Lo spread italiano scende di 2 punti base, attestandosi a 107 punti base, dopo aver raggiunto i 130 all'inizio del mese, il valore più ampio da aprile 2025.
Nelle ultime ore, ci sono stati interventi di alcuni esponenti della BCE, senza tuttavia offrire elementi di particolare novità ai mercati. Gediminas Simkus ha osservato che i dati recenti suggeriscono la possibilità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria, pur rilevando l'assenza di evidenti effetti di secondo round. Primoz Dolenc ha sottolineato che, dato che i mercati stanno già scontando un significativo irrigidimento delle condizioni finanziarie, la BCE potrebbe non dover intervenire in modo altrettanto incisivo come altrimenti sarebbe stato necessario.
Per quanto riguarda i dati macroeconomici, la settimana prosegue all'insegna della tranquillità in Europa. Negli Stati Uniti, sono previsti oggi i dati sulle vendite al dettaglio di settembre; dopo un rallentamento a luglio, tali vendite avevano registrato una solida ripresa nel mese di agosto. Oggi verrà inoltre pubblicato l'indice dei prezzi alla produzione di settembre. Venerdì mattina, il presidente della Fed Kevin Warsh parteciperà a una discussione in vista dell'assemblea annuale del FMI.
Intanto, i prezzi del petrolio in calo di oltre l'1%, con gli investitori che stanno soppesando i rischi per l'offerta a fronte dei tentativi degli Stati Uniti di ridurre i costi di trasporto del greggio, allentando le sanzioni sulle navi della cosiddetta "flotta ombra".
(Teleborsa) 15-10-2026 10:10