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BofA, gestori ottimisti in vista delle midterm: niente rialzo dei tassi Fed e utili trimestrali in forte crescita

News Image (Teleborsa) - Il sentiment dei fund manager a livello globale è diventato meno ottimistico a ottobre 2026, toccando il livello più basso da giugno, ma comunque i gestori rimangono bullish su macroeconomia e mercati mentre ci si avvicina alle elezioni di metà mandato, alla riunione del FOMC e ai risultati societari del terzo trimestre. È quanto emerge dal consueto "Global Fund Manager Survey" di Bank of America (BofA), a cui hanno partecipato 161 operatori con asset under management (AUM) per 453 miliardi di dollari.

Interpellati sullo scenario più probabile per l'economia globale nei prossimi 12 mesi, il 50% degli investitori prevede ancora uno scenario di "no landing", in calo rispetto al 55% di settembre e al minimo da giugno 2026. Il 40% si aspetta un "soft landing", mentre il 6% prevede un "hard landing" (atterraggio duro).

A ottobre, gli investitori hanno assunto una visione negativa sulle prospettive di crescita globale: una percentuale netta del 4% prevede un indebolimento dell'economia nei prossimi 12 mesi (un'inversione di tendenza rispetto al mese precedente, quando una percentuale netta dell'8% si aspettava un rafforzamento). Le aspettative di crescita stanno rallentando e anche la performance del mercato azionario statunitense si sta moderando.

Alla domanda su come descrivere al meglio l'economia globale nei prossimi 12 mesi, una percentuale netta del 47% degli investitori ha indicato di aspettarsi una crescita e un'inflazione superiori al trend (boom), il dato più alto da febbraio 2022. Le aspettative di inflazione degli investitori sono scese al livello più basso da gennaio 2025; una percentuale netta del 5% prevede ora un calo dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) globale tra 12 mesi.

Il pessimismo sui rendimenti obbligazionari è sceso al minimo da maggio 2025: solo una percentuale netta dell'1% degli investitori prevede tassi a lungo termine più elevati, in calo rispetto al 15% di settembre. Quanto agli utili, una percentuale netta del 21% prevede un aumento degli utili aziendali del 10% o più nei prossimi 12 mesi. Una percentuale netta del 7% degli investitori ha dichiarato che gli attuali rapporti di distribuzione dei dividendi (payout ratio) sono troppo bassi, il valore più alto da dicembre 2013. Gli investitori chiedono una maggiore distribuzione di dividendi alla luce della solida crescita degli utili aziendali.

Interpellati sulla possibilità che la Fed alzi i tassi alla prossima riunione del FOMC del 28 ottobre, il 76% degli investitori ha dichiarato di non aspettarsi un rialzo. Riguardo alla potenziale reazione del mercato in caso di vittoria democratica su tutti i fronti ("Democratic sweep"), il 32% prevede un rialzo dei rendimenti obbligazionari e un calo delle azioni (in calo rispetto al 44% di settembre). Un altro 22% prevede un calo sia dei rendimenti obbligazionari che delle azioni (in aumento rispetto al 19%), mentre il 18% si aspetta un calo dei rendimenti obbligazionari e un rialzo delle azioni (in crescita rispetto al 13%).

A ottobre, il 45% degli investitori indica la posizione "long" sui semiconduttori globali come l'operazione più affollata (in calo però rispetto al picco dell'82% registrato nel luglio 2026). La posizione "short" sui Treasuries USA rimane la seconda più affollata (27%, in aumento rispetto al 18%).

Gli investitori ritengono che il principale rischio di coda per i mercati sia un "rialzo disordinato dei rendimenti obbligazionari" (31%), seguito dalla "bolla dell'AI" (23%), da una "seconda ondata di inflazione" (20%) e da un "evento di credito legato agli hyperscaler" (11%).

A ottobre, le spese in conto capitale (capex) degli hyperscaler nel settore AI continuano a essere considerate la fonte più probabile di un evento di credito sistemico (secondo il 39% degli intervistati). La seconda causa più probabile è il "debito pubblico" (28%). La maggioranza (57%) degli investitori non prevede tagli alle spese in conto capitale per l'IA nei prossimi 6 mesi. Tuttavia, la quota di chi si aspetta una riduzione delle capex degli hyperscaler nel settore AI sta iniziando a crescere: si attesta al 30%, contro il 14% del mese precedente. Alla domanda se nel 2027 si verificherà una bolla dell'AI, il 45% degli investitori ha risposto affermativamente (mentre il 42% ha risposto negativamente).

(Teleborsa) 13-10-2026 15:00


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