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Blog BCE: l'ESMA dovrebbe vigilare sui principali asset manager europei

News Image (Teleborsa) - Il settore dell'asset management in Europa è in piena espansione - nell'ultimo decennio il patrimonio gestito è quasi raddoppiato, superando ora i 20.000 miliardi di euro -, i suoi principali player servono investitori in tutta l'UE, ma continuano a essere sottoposti a vigilanza esclusivamente a livello nazionale, creando potenziali punti ciechi per i rischi. Tutto ciò richiede un approccio europeo alla loro vigilanza, che potrebbe anche favorire i finanziamenti transfrontalieri, secondo un post sul blog della Banca centrale europea (BCE). Le opinioni espresse sul blog non rappresentano necessariamente le opinioni della BCE e dell'Eurosistema, ma solo quelle degli autori.

Le caratteristiche chiave del settore

Come anticipato, l patrimonio gestito del settore della gestione patrimoniale in Europa è quasi raddoppiato nell'ultimo decennio, superando i 20.000 miliardi di euro. Il settore è cresciuto a un ritmo circa tre volte superiore a quello del settore bancario, che detiene oltre 39.000 miliardi di euro di asset.

I maggiori gruppi dell'asset management, compresi tra 10 e 15, dominano il panorama europeo con circa 6.300 miliardi di euro di asset in gestione (oltre la metà del totale degli asset dei fondi dell'area euro). A titolo di confronto, le 15 maggiori banche sotto la supervisione diretta della BCE detengono circa 8.000 miliardi di euro di asset, ovvero meno di un terzo del totale degli asset bancari dell'area euro. Il settore dei fondi di investimento è quindi notevolmente più concentrato rispetto al settore bancario. I maggiori player sono BlackRock (statunitense, primo per distacco con oltre 1.600 miliardi di euro di AUM), Amundi e Deutsche Bank (entrambi con poco meno di 600 miliardi di euro).

I principali gruppi operano ampiamente a livello transfrontaliero. Lussemburgo e Irlanda ospitano la maggior parte dei fondi gestiti da questi gruppi, fungendo da hub chiave per il collegamento tra investitori e mercati in tutta l'UE. Inoltre, questi gruppi sono strettamente collegati a banche o compagnie assicurative: i gruppi di proprietà bancaria dominano in termini di asset e hanno sede principalmente nell'UE, mentre la maggior parte dei gestori patrimoniali indipendenti ha sede negli Stati Uniti.

Le principali criticità

Gli autori dello studio fanno notare che, nonostante la loro rilevanza sistemica e la loro portata transfrontaliera, i maggiori gestori patrimoniali rimangono sottoposti a vigilanza a livello nazionale. Poiché è probabile che il settore acquisisca un'importanza ancora maggiore negli anni a venire, dato il rafforzamento dell'Unione del risparmio e degli investimenti (SIU), è giunto il momento di valutare se l'architettura di vigilanza sia adeguata allo scopo.

"Un quadro normativo UE più coerente potrebbe livellare le condizioni di concorrenza nell'applicazione delle norme europee e contribuire a rimuovere gli ostacoli alla distribuzione transfrontaliera dei fondi - viene sostenuto - Ciò consentirebbe una maggiore scalabilità e costi inferiori per gli investitori retail. L'istituzione di una supervisione europea sui maggiori gestori patrimoniali rappresenterebbe un passo fondamentale per salvaguardare la stabilità finanziaria e sostenere un mercato dei capitali più forte ed efficiente. Aiuterebbe inoltre la BCE nella conduzione della sua politica monetaria e nei suoi compiti di vigilanza bancaria".

In altre parole, viene sostenuto che gli attori sistemici necessitano di una supervisione sistemica. Per questo motivo, il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) ritiene utile una vigilanza più integrata dei gestori patrimoniali e dei fondi con significative attività transfrontaliere a livello europeo. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto, ad esempio, affidando all'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) il compito di coordinare i collegi di vigilanza per queste entità, riunendo le autorità di vigilanza nazionali competenti per promuovere un approccio europeo nella loro vigilanza. Tali collegi di vigilanza esistono già per alcuni gestori patrimoniali, nell'ambito di un'istituzione volontaria volta allo scambio di informazioni e prassi.

(Teleborsa) 13-02-2026 14:23


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