BCE, UniCredit: spread lontani dai livelli di allarme. In caso di tensioni prima le parole poi il TPI
(Teleborsa) - L'attuale allargamento degli spread sovrani nell'Eurozona va monitorato con attenzione, ma resta lontano dai livelli che in passato avevano preoccupato la BCE. Lo scrive Marco Valli, Head of Macroeconomic Analysis e Chief Economist di UniCredit, in un'analisi sulle opzioni a disposizione di Francoforte se le tensioni sui titoli di Stato dovessero intensificarsi.Secondo UniCredit, la BCE non può e non deve contrastare ogni allargamento degli spread. "La BCE non può impedire una rivalutazione del rischio di credito che sia giustificata dai fondamentali", si legge nella nota. In un contesto di rendimenti globali in aumento e di minore appetito per il carry trade, è normale che gli spread si allarghino nei Paesi con metriche di credito più deboli, e lo stesso vale per tensioni provocate da politiche di bilancio insostenibili. La banca centrale "può e deve agire" invece se le tensioni sui mercati sovrani diventano "disordinate e non giustificate dai fondamentali", minacciando la trasmissione della politica monetaria.
Gli strumenti a disposizione sono due, entrambi mai utilizzati: le Outright Monetary Transactions (OMT) del 2012 e il Transmission Protection Instrument (TPI) del 2022. Le OMT richiedono che il Paese beneficiario sia sottoposto a un programma del Meccanismo europeo di stabilità, una condizionalità troppo severa per il contesto attuale. Lo strumento rilevante sarebbe quindi il TPI, che consente acquisti potenzialmente illimitati di titoli di Stato e lascia ampia discrezionalità al Consiglio direttivo. I criteri di ammissibilità non sono restrittivi: un deficit sopra il 3% del PIL non impedisce l'intervento, purché il Paese adotti misure correttive credibili e il debito sia giudicato sostenibile. "Non è uno Stato membro a richiedere il sostegno del TPI. La decisione se agire, quando agire e con quanta forza spetta interamente al Consiglio direttivo della BCE", sottolinea UniCredit.
Quanto ai livelli, quando il TPI è stato lanciato lo spread BTP-Bund decennale oscillava intorno ai 200-250 punti base, ben sopra gli spread attuali di OAT e BTP sul Bund. UniCredit precisa però che non esiste una soglia predefinita che faccia scattare automaticamente l'intervento. Oltre agli spread contano il livello dei rendimenti rispetto alla crescita nominale del PIL, la velocità dei movimenti di mercato, la forma della curva e il contagio ad altre classi di attivo e ad altri Paesi. «Un rapido accumulo di tensioni sovrane che si estenda al tratto breve della curva dovrebbe essere considerato particolarmente pericoloso», scrive Valli.
In caso di nuove tensioni, la BCE avrebbe almeno due linee di difesa. La prima è la comunicazione: i membri del Consiglio direttivo potrebbero sostenere che rendimenti più alti e una maggiore avversione al rischio stanno già irrigidendo le condizioni finanziarie, riducendo la necessità di ulteriori rialzi dei tassi. Se non bastasse, la BCE dovrebbe mettere esplicitamente sul tavolo l'attivazione del TPI, perché, come per le OMT, "uno scopo chiave del TPI è la deterrenza più che l'utilizzo effettivo". Solo se queste misure fallissero la banca centrale passerebbe agli acquisti. "Se il TPI venisse infine attivato, ci aspetteremmo un intervento ampio e concentrato nella fase iniziale", con un approccio simile a quello degli acquisti d'emergenza di gilt da parte della Bank of England nel 2022.
UniCredit esclude invece che un rallentamento del quantitative tightening possa servire a calmare le tensioni. Sospendere la riduzione del portafoglio in una fase di elevati rischi inflazionistici sarebbe incoerente con le indicazioni fornite finora e segnalerebbe una riluttanza a usare il TPI. "La BCE e i mercati finanziari starebbero meglio se la banca centrale preservasse la credibilità del TPI come strumento mirato contro la frammentazione", conclude la nota.
(Teleborsa) 22-10-2026 15:20
Titoli citati nella notizia
| Nome | Prezzo Ultimo Contratto | Var % | Ora | Min oggi | Max oggi | Apertura |
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| Unicredit | 71,88 | -4,43 | 17.03.03 | 71,77 | 74,63 | 74,27 |