BCE pronta a riavviare una politica restrittiva: le posizioni di Lane e Schnabel
(Teleborsa) - Se la numero uno della BCE Christine Lagarde si mantiene evasiva sulle prossime mosse della BCE, alcuni banchieri segnalano più esplicitamente la possibilità di un rialzo dei tassi d'interesse a giugno, compatibilmente con gli elevati prezzi del greggio, con un rialzo delle stime di inflazione ed un taglio delle stime di crescita della Zona Euro a giugno. Le ultime interviste rilasciate da due esponenti chiave dell'istituto – il capo economista Philip Lane e il membro dell'Executive Board Isabel Schnabel – hanno consolidato fra gli operatori la convinzione che la pausa nella stretta monetaria sia ormai prossima alla conclusione e che la BCE sia pronta a riattivare il ciclo restrittivo, con un'incognita non più sul "se" ma sull'intensità e sulla traiettoria successiva.
Lane anticipa review stime inflazione e crescita
Il capo economista della BCE Philip Lane, in una intervista al quotidiano Nikkei, ha confermato che le stime di inflazione saranno riviste al rialzo in occasione della riunione del direttorio del prossimo 10-11 giugno. "Diversi fattori legati alla guerra con l'Iran indicano un peggioramento delle prospettive macroeconomiche", ha affermato Lane aggiungendo che "gli elevati prezzi dell'energia stanno frenando i consumi e gli investimenti in Europa".
"Un conflitto prolungato in Medio Oriente potrebbe portare a un periodo di debolezza economica ancora più prolungato", ha sottolineato Lane, aggiungendo che "questo aspetto negativo era già stato incorporato nelle previsioni di marzo, ma a giugno valuteremo se saranno necessarie ulteriori revisioni". A proposito delle stime sulla crescita del prezzi, il banchiere ha confermato "probabilmente a giugno effettueremo un ulteriore aggiustamento al rialzo delle previsioni sull'inflazione".
Parlando della possibilità di un rialzo dei tassi, Lane ha affermato che non c'è nulla da aggiungere rispetto alle attuali aspettative del mercato. "Credo che la valutazione di mercato dei tassi di interesse futuri sia molto sensibile al prezzo del petrolio. Si muovono insieme senza bisogno di alcun segnale esplicito da parte nostra", ha spiegato il capo economista della BCE, aggiungendo "non credo che il mercato abbia bisogno di ulteriori indicazioni da parte nostra". Alla domanda su come interpretare la natura del rialzo - temporaneo o inizio di un nuovo trend - Lane ha affermato "non credo che abbiamo bisogno di una visione completa del futuro entro giugno, perché la visione del futuro dipenderà dai dati in arrivo" e "non ci impegniamo in anticipo su un percorso specifico per i tassi di interesse".
Per Schnabel è giunta l'ora di un rialzo dei tassi
Nello stesso tempo, la tedesca Isabel Schnabel, da sempre considerata un falco nell'ambito della bipartizione del Board della BCE, ha dato un segnale chiaro ed inequivocabile di un rialzo dei tassi a giugno. "Data l'entità e la persistenza dello shock attuale, ignorarlo non è più un'opzione, a mio avviso", ha detto la banchiera, aggiungendo "dal punto di vista attuale, ritengo che un aumento dei tassi a giugno sarà necessario".
"Anche se la guerra finisse oggi, i danni alle infrastrutture energetiche e alle catene di approvvigionamento globali sono già ingenti. Pertanto, anche in tal caso, ritengo che sarebbe necessaria una reazione di politica monetaria", ha sottolineato Schnabel, confermando che il Board resterà "data dipendent".
"Continueremo a basarci esclusivamente sui dati. Ciò significa che in ogni riunione futura rivaluteremo i dati e analizzeremo se un ulteriore aumento dei tassi sia opportuno. Non ci impegniamo in anticipo su alcuna traiettoria specifica per i tassi", ha confermato la banchiera, precisando che "lo scenario di base a marzo prevedeva due rialzi dei tassi". Oggi il mercato sconta almeno tre rialzi, ma Schnabel non ha voluto fare commenti a questo proposito, ribadendo "non commentiamo mai esplicitamente le aspettative del mercato. Siamo noi a guidare il mercato, non il contrario".
(Teleborsa) 26-05-2026 13:56