BCE, il giorno dopo la pausa i banchieri centrali aprono al rialzo di dicembre
(Teleborsa) - La pausa decisa ieri dalla Banca centrale europea (BCE) potrebbe essere solo un rinvio. All'indomani della riunione in cui il Consiglio direttivo ha lasciato invariati i tassi, diversi governatori dell'Eurozona hanno indicato che ulteriori rialzi potrebbero rendersi necessari per evitare che lo shock energetico si trasmetta stabilmente a prezzi e salari. Più d'uno ha indicato apertamente dicembre come la data in cui la stretta potrebbe riprendere.Nella riunione di ieri i tassi su depositi, rifinanziamenti principali e rifinanziamento marginale sono rimasti al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%. La presidente Christine Lagarde ha spiegato che il Consiglio ha discusso se un rialzo fosse appropriato, ma ha deciso all'unanimità di essere sufficientemente ben posizionato per mantenere i tassi fermi, anche perché al momento non si vedono rischi di effetti di secondo impatto oltre a quelli già inclusi nelle proiezioni.
Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta, intervenendo alla Giornata mondiale del Risparmio, ha osservato che la politica monetaria "non può impedire i rincari causati direttamente dallo shock energetico". "Può e deve però evitare che influenzino stabilmente le aspettative e i comportamenti di famiglie e imprese, alimentando una spirale tra prezzi e salari che sarebbe costoso interrompere", ha detto. "Con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l'obiettivo e rischi sbilanciati verso l'alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali". Panetta ha però aggiunto una nota di prudenza: il rialzo dei rendimenti a lungo termine, dovuto principalmente a fattori globali, "rende più rigide le condizioni finanziarie" e "andrà considerato nel calibrare con gradualità la politica monetaria".
Più espliciti sulla tempistica sono stati i governatori di Slovenia e Croazia. "Se le condizioni non miglioreranno in modo significativo, dicembre sarà il momento per i cambiamenti che sono stati rinviati di una riunione", ha detto lo sloveno Primoz Dolenc all'emittente pubblica RTVSLO. Ha aggiunto che si sta delineando una tendenza per cui gli effetti dei prezzi di energia e alimentari potrebbero propagarsi al resto dell'economia. Il croato Ante Zigman ha spiegato che, con più dati a disposizione, la BCE potrà prendere una decisione di qualità su un possibile rialzo dei tassi, "che ci aspettiamo già alla prossima riunione".
Sulla stessa linea l'austriaco Martin Kocher. "Se la situazione non migliorerà nel prossimo futuro, il contesto di politica monetaria suggerisce che sarà necessaria una risposta, perché i rischi per l'inflazione sono chiaramente aumentati", ha scritto in un post sul blog della banca centrale austriaca. L'estone Ulo Kaasik si è detto "piuttosto preoccupato" per l'accelerazione dell'inflazione e per i rischi elevati di ulteriori rincari. "Se l'attuale livello dei prezzi dell'energia persiste e non inizia a scendere più rapidamente, potremmo facilmente vedere un'inflazione al 4% nell'Eurozona nei prossimi mesi", ha avvertito.
Anche chi ha sostenuto la pausa non ha chiuso la porta a nuove strette. "La decisione, che ho sostenuto, non segnala né che abbiamo finito, né che stiamo per muoverci di nuovo", ha detto l'irlandese Gabriel Makhlouf, che ha ammesso di aver considerato "seriamente" un rialzo questa settimana. "Non mi sento a mio agio con il livello attuale dell'inflazione. I rischi al rialzo restano e dobbiamo rimanere vigili". Per il lituano Gediminas Simkus, "il fatto che non ci sia un aumento dei tassi adesso non garantisce che non ce ne sarà uno in futuro".
Il tema dei salari è al centro anche delle parole del finlandese Olli Rehn. Occorre restare vigili sulla possibilità che il nuovo aumento dei prezzi dell'energia si estenda ad altri prezzi e alle retribuzioni, ha detto, "perché può insinuarsi inosservato, come un gatto con i calzini", pur riconoscendo che finora non ci sono segnali di effetti di secondo impatto. Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha ribadito che le aspettative di inflazione a medio termine "devono restare saldamente ancorate all'obiettivo del 2%". Ha aggiunto che il Consiglio direttivo continuerà a monitorare attentamente i prezzi e ad "agire con decisione se necessario".
Più cauto il governatore della Banca di Francia Emmanuel Moulin. "Al netto di energia e prodotti freschi, i prezzi restano relativamente stabili. Allo stesso modo, in questa fase non vediamo effetti di trasmissione sui salari", ha detto. "Nella situazione attuale, con un'inflazione principalmente importata, la BCE sta adottando un approccio misurato".
(Teleborsa) 30-10-2026 18:47