Banche, Sileoni: 518 euro per il contratto sono giustificati. Il risiko non sia un alibi
(Teleborsa) - "Parliamo di 160 miliardi di utili che le banche hanno realizzato tra il 2022 e il 2025. Secondo noi hanno contribuito a questi straordinari risultati tutte le persone che lavorano nelle banche e, di contro, abbiamo un'inflazione che, come tutti sappiamo, ha ridotto il potere d'acquisto degli stipendi. Questi 518 euro che abbiamo chiesto, dal nostro punto di vista, sono più che giustificabili perché tengono insieme il recupero dell'inflazione e anche la maggiore produttività delle banche". Lo ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervenendo a L'Italia in diretta su Rai Radio1 sul rinnovo del contratto nazionale dei bancari, scaduto il 31 marzo scorso. Il negoziato, avviato il 16 luglio, riprenderà il 24 settembre. "Se aumentano gli utili per le banche, i dividendi per gli azionisti con una produttività sempre maggiore, mentre gli stipendi rimangono indietro, l'equilibrio prima o poi si rompe. Quindi, se si rompe questo equilibrio, ne risentono anche famiglie e consumi, oltre che le stesse imprese". Sul risiko bancario, Sileoni ha sottolineato che «non deve accadere che le operazioni in corso possano condizionare il rinnovo di questo contratto. Come organizzazioni sindacali, mi permetto di parlare al plurale perché abbiamo sì qualche diversità di fondo fra noi, ma tutti abbiamo l'obiettivo di raggiungere il rinnovo di un contratto che è scaduto da mesi, pensiamo che la concorrenza tra i gruppi bancari non deve diventare un alibi per rallentare il contratto. Se le banche faranno "melina" perché magari sono impegnate in altre faccende, come il risiko bancario, noi abbiamo gli strumenti e li eserciteremo, come abbiamo fatto anche in passato. Possiamo interrompere l'attività sindacale nei gruppi, possiamo scendere in piazza come abbiamo fatto in passato, possiamo tranquillamente utilizzare qualsiasi strumento a nostra disposizione. Andare magari per la terza volta in Commissione d'inchiesta parlamentare per sollecitare un intervento della politica a 360 gradi rispetto alle pressioni commerciali è uno strumento di pressione forte che, come già abbiamo fatto, se servirà lo metteremo comunque in campo", ha continuato Sileoni."Se un bancario subisce pressioni per vendere determinati prodotti finanziari dai vertici della banca e quindi per raggiungere budget, la maggior parte dei quali sono esasperati, diminuisce la sua libertà professionale e aumenta anche il rischio per il cliente perché, se un bancario è costretto a vendere solo prodotti finanziari, è automaticamente più limitato nel dare consigli e consulenza", ha detto ancora il segretario generale della Fabi. "Chi lavora in banca e il cliente hanno esattamente lo stesso interesse. Noi ci siamo rivolti per due volte consecutive, quindi con due governi diversi, alla Commissione d'inchiesta parlamentare delle banche perché questo non è più, dal nostro punto di vista, un problema di carattere sindacale, ma è un problema di carattere politico. La politica deve sapere che in banca ci sono pressioni importanti che mettono a rischio anche la stessa sicurezza della clientela".
Sull'intelligenza artificiale, Sileoni ha spiegato "cammina di pari passo con i cambiamenti in atto nel settore bancario che sono molto profondi, quindi non possiamo lasciarla gestire soltanto alla nostra controparte, va gestita insieme perché può migliorare il lavoro in banca, ma deve essere uno strumento a disposizione delle persone, non uno strumento per sostituire le persone". "Chiediamo regole contrattuali precise, una trasparenza sugli algoritmi, una formazione continua e un confronto preventivo con il sindacato, soprattutto quando, nel nostro caso, ci sono cambiamenti di innovazione tecnologica così profondi, perché questi cambiamenti, dal nostro punto di vista, stanno cambiando radicalmente l'organizzazione del lavoro e quindi va creata una nuova occupazione anche ad hoc per queste nuove professionalità che sono strategiche per tutto il settore, ma soprattutto per chi lavora in banca", ha detto ancora il segretario generale della Fabi.
"Dal 2012, abbiamo assunto col Fondo per l'Occupazione Giovanile, finanziato con il contributo delle banche ma anche delle stesse lavoratrici e lavoratori bancari, 41mila giovani. Questo è un dato dal nostro punto di vista estremamente significativo e credo che dica sì il posto in banca è ancora attrattivo per le nuove generazioni". È chiaro, però, ha detto Sileoni, "che i giovani hanno delle ambizioni, hanno degli orizzonti diversi perché chiedono, a ragione, buoni stipendi, crescita professionale ben individuabile, formazione, flessibilità dei percorsi professionali. Ecco, questo rinnovo del contratto va esattamente in questa direzione". Nel quadro delle condizioni di lavoro e delle tutele previste dalla contrattazione, Sileoni si è soffermato anche sul welfare: "Per noi questo è un argomento molto delicato e importante perché siamo stati forse i primi in Italia, ormai da diversi anni, che abbiamo puntato sul welfare, sulla previdenza integrativa e sull'assistenza sanitaria. Questi sono tutti argomenti per noi estremamente significativi e politicamente importanti che dovranno essere migliorati non solo a livello nazionale ma anche nei rapporti che abbiamo con i vari gruppi bancari dove la presenza del sindacato è molto significativa. Basti pensare che la nostra è la categoria più sindacalizzata" ha concluso Sileoni.
(Teleborsa) 24-08-2026 20:30