Banca d'Italia: guerra nel Golfo peggiora aspettative delle imprese, ma inflazione attesa sotto il 2%
(Teleborsa) - Nel primo trimestre del 2026 i giudizi sulla situazione economica generale e le attese sulle condizioni operative nei prossimi tre mesi sono nettamente peggiorati rispetto allo scorso trimestre, risentendo degli effetti della guerra nel Golfo Persico. È quanto emerge dall'ultima indagine della Banca d'Italia sulle aspettative di inflazione e crescita relativa ai primi tre mesi dell'anno che ha messo in evidenza come la crescita dei prezzi praticati dalle imprese sia rimasta sostanzialmente stabile e le attese a 12 mesi si siano confermate moderate, nonostante l'aumento atteso dei costi di produzione. Le aspettative sull'inflazione al consumo sono rimaste inferiori al 2% su tutti gli orizzonti.L'indagine sul primo trimestre del 2026 è stata condotta tra il 20 febbraio e il 18 marzo 2026, a cavallo dello scoppio del conflitto nel Golfo Persico, a seguito del quale si è registrato un marcato deterioramento delle valutazioni delle imprese sull'evoluzione del quadro macroeconomico. Le imprese hanno segnalato un indebolimento della domanda in tutti i comparti, così come un peggioramento delle prospettive sulle proprie condizioni operative che "risentono in particolare dell'incremento del prezzo delle materie prime energetiche e dell'incertezza economica e politica legata al conflitto in corso".
L'industria in senso stretto ha registrato un calo anche sul fronte estero. Le attese sulle vendite per il prossimo trimestre sono rimaste positive, nonostante il deterioramento delle attese sull'export. Il forte peggioramento dei giudizi sulle condizioni per investire non ha inciso sulle decisioni di investimento per l'anno in corso. Tuttavia, ha sottolineato la Banca d'Italia, i piani di investimento per il 2026 sono sostanzialmente invariati rispetto a quanto prefigurato nella precedente rilevazione, salvo una moderata flessione nell'industria in senso stretto.
L'istituto di via Nazionale segnala poi che l'adozione dell'intelligenza artificiale nelle imprese italiane all'inizio del 2026 è ancora moderata, con un impiego più diffuso nelle grandi aziende e nei servizi. "Le principali barriere all'adozione o a un utilizzo più estensivo di questa tecnologia - ha rilevato - deriverebbero dalla mancanza di competenze adeguate e dalla percezione di scarsa applicabilità dell'IA all'attività specifica della propria impresa".
(Teleborsa) 14-04-2026 11:20