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Unem, a maggio vendite prodotti petroliferi in calo del 7,7% con prezzi elevati e una giornata lavorativa in meno

News Image (Teleborsa) - Lo scorso maggio le vendite al mercato dei prodotti petroliferi si sono attestate a poco più di 4,1 milioni di tonnellate, in calo del 7,7% rispetto allo stesso mese del 2025 (-346.000 tonnellate).

Una dinamica - come spiega un comunicato dell'Unione energie per la mobilità (Unem) - che ha risentito, in primis, di un minor numero di giorni lavorativi degli ultimi sei anni (20 contro una media di 22), oltre che di un calendario meno favorevole agli spostamenti. A ciò va poi aggiunto l'aumento dei prezzi dei carburanti che ha contribuito a contenere una domanda evidentemente non così anelastica. In ripresa, jet fuel, bitume e bunker marina.

Più nel dettaglio, la benzina, interrompendo una fase di crescita abbastanza sostenuta, è diminuita del 2,8% (-22.000 tonnellate), esprimendo una frenata temporanea considerato che la tendenza di fondo rimane solida, sulla scia del progressivo affermarsi delle auto ibride che a maggio sono state oltre il 47% delle nuove vetture immatricolate.

Decisa flessione per il gasolio motori che ha registrato un calo del 10,8% (-218.000 tonnellate), con il canale rete che ha segnato un -7,5% (-97.000 tonnellate) e quello extra-rete del 14,3% (-135.000 tonnellate). Complessivamente il gasolio ha contato per il 63% della riduzione totale nelle vendite.

Un rallentamento, quello dei due carburanti autotrazione, che è in parte riconducibile a prezzi sensibilmente più alti rispetto a un anno fa, con incrementi nell'ordine di 19 centesimi euro/litro per la benzina e 43 centesimi per il gasolio, al netto del taglio di accisa che durante il mese di maggio è stato rimodulato sia per la benzina (ridotto a 5 centesimi più Iva) che il gasolio (ridotto a 15 centesimi più Iva), e in parte ad una minore propensione agli spostamenti in un contesto economico meno dinamico.

Negativo anche l'andamento del gpl autotrazione che è diminuito del 4,5% (-6.000 tonnellate) e dei lubrificanti che dopo dodici mesi consecutivi di segni positivi sono scesi dell'1,6% (-500 tonnellate), principalmente per il calo della domanda industriale (-3,9%), a fronte della sostanziale tenuta di quella motori (+0,6%).

Tra i dati positivi spiccano invece quelli del jet fuel che, con un progresso del 6,5% (+30.000 tonnellate), segna il nuovo record storico per maggio, e del bunker marino, in aumento del 7,8% (+17.600 tonnellate), che ha proseguito il percorso di recupero rispetto a un 2025 particolarmente debole. In particolare, si è confermata la progressiva sostituzione dell'olio combustibile (-4,5%) con il gasolio (+26,7%), che ha guadagnato un peso sempre maggiore in questo comparto: dieci anni fa il gasolio pesava infatti solo il 17% dei bunker complessivi, mentre lo scorso anno si era saliti al 40% e oggi siamo al 47%.

Buon risultato anche per i bitumi che crescono dell'1,2% (+2.000 tonnellate), sostenuti anche a maggio da condizioni meteorologiche più favorevoli che hanno favorito i lavori stradali.

Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, a maggio sono stati pari a oltre 4,5 milioni di tonnellate (-7,5%, -369.000 tonnellate), penalizzati solo in parte dal trend della petrolchimica (-45,5%, -65.000) che pur consolidando il calo del 2025 comincia a mostrare una tendenza a variazioni negative sempre meno marcate.

I prezzi al consumo dei carburanti in media si sono attestati 1,889 euro/litro per la benzina (+13 centesimi rispetto ad aprile 2026), dato medio mensile più alto nell'anno, e a 2,014 euro/litro per il gasolio (-8,3 centesimi rispetto ad aprile 2026), sulla scia di quotazioni internazionali che solo con il mese di giugno hanno cominciato a mostrare una chiara tendenza ribassista.

Nonostante queste tensioni, i prezzi industriali italiani (al netto delle tasse) sia di benzina che gasolio hanno confermato un delta negativo rispetto alla media dell'area euro di circa 4 centesimi euro/litro, a riprova di andamenti più che congrui rispetto all'andamento dei mercati internazionali.

Relativamente ai primi cinque mesi del 2026, le vendite al mercato nazionale sono state pari a 19,6 milioni di tonnellate, in calo del 3,6% (-731.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

In particolare, si consolidano i consumi totali di benzina, che hanno sfiorato i 3,7 milioni di tonnellate (+5,5%, +190.000 tonnellate), e del jet fuel con un +2,3% (+42.000 tonnellate). Flessione per il gasolio totale (-4,6%, -471.000 tonnellate), dovuto al calo del gasolio motori (-4,4%) e di quello ad uso riscaldamento (-10,4%).

Buon progresso per i lubrificanti (+5,9%), sostanzialmente stabile il gpl autotrazione (-0,3%). Si rafforzano i bitumi (+5,5%), così come i bunkeraggi (+9,6%).

Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, nei primi cinque mesi sono stati pari ad 21,5 milioni di tonnellate (-3,9%, -885.000 tonnellate), penalizzati non solo dalla petrolchimica (-58,9%, -602.000) ma, come già detto, anche da un consistente calo dei gasoli (-4,6%, – 471.000).

(Foto: drpepperscott230 / Pixabay)

(Teleborsa) 18-06-2026 20:21


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