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Teheran respinge le minacce di Trump: segno di "disperazione"

News Image (Teleborsa) - Lo Stato maggiore delle forze armate iraniane ha respinto le minacce del presidente statunitense Donald Trump, avvertendo che Teheran è pronta a rispondere con "attacchi schiaccianti" a ogni nuovo colpo statunitense o israeliano. In una nota ripresa dall'agenzia Mehr e citata da Al Jazeera, lo Stato maggiore ha accusato Trump di aver usato il proprio discorso all'Assemblea generale dell'Onu per giustificare "l'aggressione", sostenendo che "parole simili dimostrano lo stallo strategico dell'America nella sua aggressione contro la nazione iraniana" e sono segno di "disperazione".

Secondo quanto riportato dai media iraniani, l'Iran avrebbe comunque offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se Washington allenterà la pressione militare. Si attende ora l'intervento del presidente iraniano Masoud Pezeshkian all'Assemblea Onu, in programma nel pomeriggio.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che funzionari americani e iraniani si sono incontrati martedì a New York, in un colloquio inatteso arrivato poche ore dopo aver minacciato, nel suo intervento all'Onu, di "annientare" la Repubblica islamica se non si raggiungerà presto un accordo per porre fine alla guerra. Trump ha riferito ai giornalisti che i suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato per circa tre ore rappresentanti iraniani a margine dell'Assemblea, definendo i colloqui "un ottimo incontro" e precisando che i funzionari iraniani non erano "del livello più alto, ma è comunque qualcosa". "Penso che ci sia molto slancio perché raggiungano un accordo", ha detto Trump, pur ribadendo che l'Iran non potrà comunque dotarsi di un'arma nucleare.

Witkoff ha scritto su X che i colloqui si sono svolti tramite mediatori che hanno fatto la spola tra le due delegazioni, dicendosi fiducioso che lo sforzo "si riveli costruttivo e promettente".

Il conflitto, giunto quasi al settimo mese, si sta allargando anche allo Yemen, dove miliziani Houthi sostenuti dall'Iran e forze filo-saudite si contendono il controllo di aree strategiche per lo Stretto di Bab el-Mandeb, altro punto nevralgico per il commercio marittimo globale.

L'incertezza sul fronte diplomatico tra Usa e Iran si sta riflettendo anche sulle quotazioni del Brent che, nonostante alcuni strappi in entrambe le direzioni, negli ultimi giorni oscilla intorno ai 99 dollari al barile.

(Teleborsa) 23-09-2026 13:32


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