TEHA Group: smart building evolva per colmare gap di produttività delle costruzioni
(Teleborsa) - Il settore delle costruzioni, pur rappresentando uno dei principali pilastri industriali europei, continua a mostrare un ritardo strutturale in termini di produttività e capacità di innovazione. È quanto emerge dal 4° Rapporto Strategico 2026 della Community Smart Building di TEHA Group - The European House Ambrosetti, che - con l'occasione - ha lanciato ConTech Hub, la nuova community tematica dedicata alla Construction Technology ideata con l'obiettivo di garantire un presidio qualificato alla trasformazione strutturale che sta attraversando il settore dello smart building.Produttività rallentata e bassi investimenti in R&S
In Europa, la frammentazione della filiera, che annovera un 95% di piccole e medie imprese, rende complesso il raggiungimento di economie di scala, e dunque il recupero di efficienza, a fronte di un costo del lavoro in crescita (+5% annuo nell'area euro) e investimenti limitati in ricerca e sviluppo. Nonostante rappresenti il secondo comparto industriale UE con oltre 27 milioni di occupati, 6,5 milioni di imprese e circa il 12% del valore generato, il settore è l'unico a non aver ancora recuperato i livelli pre-Covid, segnalando un ritardo strutturale nella trasformazione e nell'innovazione. Infatti, se tra il 2015 e il 2023 il comparto è cresciuto da €1,33 a €2,31 trilioni di fatturato (+73,7%), con un'accelerazione nel triennio 2021–2023 trainata da piani di ripresa e incentivi, il rapporto tra Valore aggiunto e Fatturato è rimasto sostanzialmente invariato, intorno al 30%.
In Italia questa dinamica si conferma: tra il 2016 e il 2024 il PIL settoriale è cresciuto del +51,5%, ma la produttività si è fermata a +20,9%, con una flessione nel 2024, segnalando una crescita dei volumi non accompagnata da un reale salto di efficienza. La fase espansiva è stata sostenuta soprattutto da Superbonus-PNRR, ma il vantaggio legato agli incentivi non si è consolidato. Secondo il Cresme, infatti, il settore delle costruzioni, che ha registrato a livello nazionale un calo del valore della produzione del 2,1%, e degli investimenti del 2,9% tra il 2024 e il 2025, senza il traino del PNRR e delle opere pubbliche comunali dovrà giocarsi la partita sulla crescita della produttività, sull'innovazione e sulla capacità competitiva.
In Europa gli investimenti in R&S del comparto restano molto limitati rispetto ad altri settori industriali, con un ammontare, nel 2024, di circa €2,25 mld. Anche l'Italia presenta livelli contenuti, che si attestano nel 2023 a circa €57,6 mln: investimenti così ridotti in R&S limitano la diffusione dell'innovazione nei processi costruttivi, nei materiali e nelle tecnologie digitali. Senza innovazione, le imprese faticano a migliorare efficienza, standardizzazione e industrializzazione dei processi. La produttività del settore potrebbe crescere fino al 60%, ma la frammentazione della filiera, la dimensione media delle imprese e i bassi investimenti in R&S ne limitano lo sviluppo.
Dallo Smart Building al paradigma ConTech
Nel nuovo contesto, il salto di scala necessario richiede di oltrepassare il perimetro dell'edificio smart e intervenire sull'intera filiera delle costruzioni lungo tre direttrici: l'aumento della produttività e dell'industrializzazione; il miglioramento della performance e la conquista della neutralità carbonica; la minimizzazione del rischio e l'attenzione a sicurezza e compliance. Il ConTech Hub si propone come piattaforma in grado di connettere queste dimensioni e tradurle in modelli operativi scalabili.
In primis, i processi di gestione dei dati: il 90% dell'enorme quantità di dati prodotti dalle attività nell'ambito dell'edilizia a livello globale resta non strutturato, e perciò inutilizzabile. Questa malagestione, che si declina in errori decisionali, rilavorazioni, ritardi e perdita di produttività, può generare fino a $1,85 trilioni di inefficienze annue a livello globale. L'urgenza di un efficientamento gestionale si riflette infatti nelle prospettive di crescita del mercato globale del BIM, che dai $7,5 miliardi del 2023 si prevede arrivi agli oltre $29 miliardi entro il 2034.
Secondo, la scelta dei materiali costruttivi: l'utilizzo massivo del cemento, destinato a raggiungere a livello globale i 20 miliardi di m³ entro il 2050, ha portato ad un vertiginoso aumento delle emissioni dagli anni '60 a oggi, solo in parte mitigato da interventi come la riduzione del rapporto clinker/cemento. Del 39% delle emissioni globali legate all'energia di cui gli edifici sono responsabili, l'11% è causato da materiali da costruzione e da attività di cantiere. Parallelamente, si sta assistendo ad una crescente domanda di materiali a basse emissioni e alte prestazioni che sta accelerando lo sviluppo di soluzioni green: un mercato destinato a raddoppiare (da $368,7 miliardi nel 2025 a $708,9 miliardi) entro il 2030, con un tasso di crescita annuo composto del 14% nel periodo di previsione 2025-2030.
Terzo, le componenti del costruito: il mercato sta crescendo, spinto dall'iniziativa della Commissione Europea che, con la Renovation Wave Strategy, si è posta l'obiettivo di raddoppiare i tassi di ristrutturazione entro il 2030. A livello di numeri, si prevedono 35 milioni di edifici rinnovati, fino a 160.000 nuovi posti di lavoro nel settore delle costruzioni e risparmi stimati tra il 30% e il 40% sui costi energetici delle famiglie.
Quarto, l'off-site e la modular construction, ovvero le pratiche che, tramite l'integrazione dei vantaggi della produzione industriale nelle attività di costruzione tradizionale, possono ridurre i tempi di realizzazione di un progetto fino al 50%. Ad ora, la sistematicità sull'off site è riscontrabile solo in pochi Paesi. Tuttavia, la massiccia domanda di residenziale a tariffa moderata che interessa tutta l'area UE (il deficit stimato, secondo la Commissione Europea, si attesta attorno alle 650.000 abitazioni) potrebbe fungere da leva di sviluppo concreta.
Quinto e ultimo, il livello di tecnologia utilizzata all'interno di un settore, quello dell'edilizia, secondo per livello di scarsità di digitalizzazione. Tuttavia, la carenza strutturale di manodopera qualificata nelle costruzioni europee rende l'automazione fisica una risposta obbligata a un vincolo di offerta permanente: la robotica avanzata, identificata da McKinsey nell'ottobre 2025 come la traiettoria evolutiva più rilevante per il cantiere, sta uscendo dalla fase pilota e, al contempo, gli investimenti nell'ambito stanno aumentando a livello globale, con $1,36 miliardi di funding VC per la sola robotica nei primi nove mesi del 2025, per un +125%rispetto all'intero 2024.
(Teleborsa) 26-05-2026 18:09