Spreco alimentare: 2 italiani su 3 gettano cibo abitualmente
(Teleborsa) - Diminuire lo spreco alimentare domestico non è più solo una scelta etica, ma una necessità economica e ambientale. In Italia, i dati del 2025 sono incoraggianti (-10% dello spreco alimentare pro capite sul 2024, pari a circa 554 grammi di cibo a settimana, tradotti in 7,3 miliardi di euro (secondo quanto emerge dal Rapporto Waste Watcher 2026) ma i numeri restano ancora alti. Due italiani su tre affermano di sprecare cibo avanzato o scaduto (67,0%) e uno su quattro indica che questo capita abbastanza spesso o molto spesso (24,4%), mentre coloro a cui non capita mai sono meno di uno su 10, soltanto il 9,7%. E in tempi di tensioni geopolitiche internazionali, ripercussioni sul carovita e inflazione sul carrello della spesa, la tendenza ad una dispensa essenziale diventa de-consumismo: scelte consapevoli e qualità nutrizionale diventano criterio guida negli acquisti. Il consumatore italiano riconosce il tonno in scatola come alimento "alleato" per limitare gli sprechi alimentari. Secondo 9 italiani su 10 (90,4%) è essenziale tenerlo sempre in dispensa - grazie al fatto che è a lunga conservazione, versatile e utile ingrediente per arricchire preparazioni come insalate, pasta o fare polpette. Lo rivela una ricerca condotta da AstraRicerche per Ancit (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), realizzata ad aprile su un campione di 1.000 italiani tra i 18 e i 65 anni.Ma chi sono gli "spreconi alimentari", cioè quelli a cui capita almeno a volte di buttare via cibo avanzato o scaduto? Si tratta in particolare dei più giovani, 18-29enni (80%) e 30-39enni (77%), adulti maturi (con i 40-49enni al 64% e 50-65enni al 58%). In tale ambito, gli uomini (71%) confermano minor attenzione al problema, superando di 8 punti percentuali le donne (63%). C'è inoltre una differente geografia dello spreco, che incrementa andando verso il Meridione, dove si raggiunge il 72%, a conferma della necessità di continuare ad educare i consumatori italiani.
Le conserve ittiche sono il nostro "essenziale in dispensa", una valida e comoda alternativa al pesce fresco, pronta all'uso, con una lunga shelf life, senza sprechi e di elevate qualità nutrizionali. Grazie al loro profilo nutrizionale sono ideali per assicurare un adeguato apporto di proteine nobili, Omega-3, vitamine (B, D, A, E) e minerali (iodio, ferro, calcio, selenio). Nel caso del tonno in scatola, una conserva che è bene ricordare non contiene conservanti, oltre 1 italiano su due (56,5%) non lo spreca mai, a cui si somma circa un 20% che lo spreca meno di una volta all'anno, circa un 10% a cui capita almeno tre volte l'anno e un 4% a cui capita una o più volte al mese. E dovendo indicare tre prodotti "salva frigo" all'interno di una lista proposta agli intervistati, oltre 6 italiani su 10 indicano proprio il tonno in scatola come re dell'anti-spreco, seguito a breve distanza dalla pasta e dal riso (64,6%) e dai legumi secchi e in scatola/vetro (44,4%). Il favore per il tonno in scatola come re dell'anti-spreco cresce con la dimensione della famiglia, raggiungendo il 68% nelle famiglie con almeno quattro componenti, e il 69% nelle famiglie in cui sono presenti minorenni. Inoltre, presso i lavoratori raggiunge il 67%, con un valore lievemente superiore al 62% dei non lavoratori. Ludovica Principato, Prof.ssa in Economia e Gestione Sostenibile d'impresa dell'Università Roma Tre, spiega quali sono i 10 motivi per cui il tonno in scatola e le conserve ittiche sono l'essenziale in dispensa.
Più della metà degli italiani (90,4%), considera il tonno in scatola essenziale da tenere in dispensa per limitare gli sprechi alimentari. Il motivo? Dalle risposte degli italiani, si conferma un profilo del prodotto positivo basato sull'alternanza fra motivazioni legate alla sfera alimentare/nutrizionale e quelle che hanno a che fare con la lunga durata e l'effetto anti-spreco. Il 45,8% lo considera una opzione che - insieme all'insalata o a delle verdure e a una fonte di carboidrati - diventa un pasto completo. A questo si aggiungono la versatilità e la praticità: fa parte di tante ricette veloci (38,2%) e rende possibile mangiare qualcosa di buono con il minimo sforzo in cucina, perché pronto all'uso (35,9%). Subito dopo emerge il tema della conservazione: se ne apprezza la lunga durata, la scadenza molto lontana nel tempo (39,6%), e poi il fatto che è una conserva che dura a lungo senza avere alcun conservante (33,2%) e perché rispetto al pesce fresco non comporta né scarti né il rischio che scada (27,8%). In mezzo alla classifica troviamo anche un'altra caratterizzazione positiva del tonno in scatola, cioè il fatto di essere un alimento proteico sempre a disposizione, senza dover sempre scegliere tra carne o legumi (33,4%) e che è conveniente, con un rapporto qualità-prezzo particolarmente positivo (27,2%).
(Teleborsa) 13-05-2026 11:38