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Servizi energetici: un mercato da 17 miliardi al centro del nuovo studio "Energia per competere"

News Image (Teleborsa) - Il settore dei servizi energetici è sempre più centrale per la competitività del Paese e destinato a crescere entro il 2030, ma il suo potenziale resta in parte inespresso. La domanda è eterogenea: le grandi industrie sono più avanzate, mentre terziario e imprese meno energivore sono ancora in evoluzione, e la Pubblica Amministrazione è frenata da vincoli di bilancio. Nel 2025 la spesa nel mercato dei servizi energetici in Italia ha raggiunto un valore complessivo di circa 17 miliardi di euro, coinvolgendo i settori industriale, terziario e della Pubblica Amministrazione. Quest'ultima rappresenta il principale ambito di spesa, con circa 8 miliardi di euro, trainati soprattutto dai servizi di gestione e manutenzione, e dallo sviluppo delle smart cities. Seguono il comparto industriale, con circa 5 miliardi di euro, guidati da investimenti sulla generazione distribuita di energia da fonti rinnovabili e dai servizi di gestione e manutenzione degli impianti, e il terziario, con circa 4 miliardi, dove gli investimenti si concentrano prevalentemente sugli edifici. Nel complesso, il mercato è sostenuto da un mix articolato di tecnologie e servizi che spaziano dall'efficienza energetica alla generazione distribuita, fino alla gestione e manutenzione degli impianti. È quanto emerge dall'Outlook dei Servizi Energetici in Italia "Energia per competere" presentato a
Roma da Edison Next, ENGIE, Renovit e Veolia. Realizzata con il supporto tecnico di Bain & Company Italia e il patrocinio di Assistal, AssoESCo ed Elettricità Futura, l'iniziativa nasce dalla collaborazione tra i principali operatori e le associazioni di settore. Lo studio analizza le prospettive del mercato, approfondisce il ruolo dei servizi energetici nella transizione del Paese e ne valuta l'impatto su competitività industriale, spesa pubblica ed economia, contribuendo al dibattito sulle politiche e sulle evoluzioni necessarie a sostenere gli investimenti anche in ottica post-PNRR. L'analisi si basa sul coinvolgimento di attori B2B e della Pubblica Amministrazione: sono state raccolte evidenze da 70 aziende italiane dei settori industria e servizi, integrate da interviste a operatori e stakeholder chiave, oltre al contributo di rappresentanti istituzionali (ministeri, associazioni di categoria ed enti), per restituire un quadro organico dei bisogni emergenti.

Dall'analisi emerge come il settore industriale sia più avanzato nel percorso di efficientamento energetico: il 53% delle imprese ha già avviato interventi, contro appena il 18% del terziario, ancora meno penetrato. Le grandi aziende si distinguono per un maggiore livello di strutturazione, con il 75% dotato di piani pluriennali di efficienza energetica, rispetto al 60% delle PMI. Inoltre, tra il 40% e il 50% delle imprese industriali si dichiara competente e pronta a investire direttamente in interventi di efficientamento, a fronte di circa il 30% nel terziario. Resta comunque diffusa la consapevolezza del valore strategico dei servizi energetici come leva di competitività e sostenibilità: l'80% delle aziende ad alto consumo di gas e il 60% di quelle con consumi prevalentemente elettrici o bilanciati la riconoscono come una leva strategica.

Le prospettive di crescita sono rilevanti:
il mercato potrebbe raggiungere circa 39 miliardi di euro entro la fine del decennio, con un tasso di crescita annuo composto fino al 18%, quasi il doppio rispetto ai livelli attuali in uno scenario di accelerazione della riduzione dei consumi energetici finali. Accanto al ruolo centrale della Pubblica Amministrazione, è attesa una crescita significativa anche nei settori industriale e terziario. Il potenziale degli investimenti è guidato oltre che da interventi sugli edifici (ad esempio riqualificazione del patrimonio pubblico), dalla diffusione della generazione distribuita da fonti rinnovabili e dalle soluzioni di efficientamento energetico on-site, come pompe di calore e sistemi di ottimizzazione dei consumi. I servizi energetici si confermano quindi un motore strategico per la crescita del Paese, con un impatto crescente su PIL e occupazione. Entro il 2030 il contributo al PIL potrebbe triplicare, accompagnato dalla creazione di oltre 70 mila nuovi posti di lavoro diretti e circa 220 mila indiretti lungo la filiera. Per le imprese, lo sviluppo del settore si traduce in risparmi energetici fino a 4-6 miliardi di euro l'anno e in un aumento del fatturato fino a 3-5 miliardi, grazie a maggiore efficienza e competitività. Anche la Pubblica Amministrazione può beneficiare di un effetto leva del capitale privato – stimati tra 10 e 20 miliardi l'anno nel periodo 2025-2030 – che può raddoppiare la velocità di investimento. In questo scenario, gli operatori sono chiamati a evolvere da fornitori a partner strategici, capaci di gestire il portafoglio energetico in modo integrato e attrarre investimenti privati

È inoltre fondamentale un quadro regolatorio stabile e di lungo periodo, insieme a una maggiore integrazione tra imprese, filiere e istituzioni. Questi benefici, infatti, potranno essere pienamente realizzati solo attivando tre leve prioritarie. Innanzitutto, un nuovo paradigma per gli operatori, con modelli scalabili in grado di abilitare gli investimenti e ridurre i rischi. Secondo, un market design chiaro e stabile, insieme a un'evoluzione del procurement pubblico verso logiche integrate e orientate ai risultati. Terzo, una maggiore convergenza tra la domanda e l'offerta, supportata da un sistema capace di connettere gli attori della filiera e favorire partnership strategiche. È quindi essenziale mettere allo stesso tavolo operatori, domanda e Istituzioni per sbloccare il pieno potenziale del settore.

"Il percorso verso la decarbonizzazione è ormai tracciato, ma la nostra vera sfida – afferma Giovanni Brianza, CEO di Edison Next – consiste nel trasformare la transizione in una concreta leva di crescita per il Sistema Paese. Per riuscirci, è fondamentale costruire partnership a 360° con aziende e territori, integrando capacità di ascolto e competenze tecniche con una solida capacità di investimento. In questo scenario, gli operatori dei servizi energetici si confermano soggetti chiave capaci di attivare lo sviluppo di nuove filiere tecnologiche d'eccellenza".

"La complessità della transizione energetica – sottolinea Monica Iacono, Chairwoman e CEO, Engie Italia – richiede di superare approcci frammentati e adottare una visione sistemica della gestione dell'energia, capace di integrare efficientamento, generazione, flessibilità e nuovi modelli di consumo. Solo così è possibile ottenere benefici duraturi in termini di competitività, stabilità dei costi e decarbonizzazione".

"Nella fase post PNRR, per promuovere interventi di efficienza energetica, – dichiara Cristian Acquistapace, CEO di Renovit – sarà decisivo massimizzare la leva finanziaria, favorendo la convergenza tra investimenti pubblici e privati attraverso strumenti contrattuali efficaci come gli Energy Performance Contract, che garantiscono risultati nel tempo, generano un effetto moltiplicatore e consentono il trasferimento dei rischi esecutivi ed operativi alle ESCo. Per rendere questo modello pienamente abilitante è essenziale un dialogo costruttivo tra istituzioni ed imprese riconosciute e certificate, in grado di valorizzare e garantire la gestione delle risorse pubbliche dedicate".

"In un contesto caratterizzato da crescente volatilità, un settore dei servizi energetici forte – afferma Emanuela Trentin, CEO Veolia in Italia – rappresenta un fattore chiave di resilienza per il Paese. Favorire un approccio integrato e sostenere un dialogo strutturato tra imprese e istituzioni è essenziale per rafforzare sicurezza energetica, competitività e capacità di investimento nel lungo periodo".

"Dal punto di vista delle imprese, emerge un contesto ancora immaturo: solo il 45% delle aziende industriali e circa il 30% di quelle del terziario dichiarano di avere le competenze e la propensione ad investire in interventi di efficienza energetica. In questo scenario, – concludono Alessandro Cadei, Senior Partner, e Rosangela Pacifico, Partner, di Bain & Company – gli operatori dovranno sempre più posizionarsi come integratori di soluzioni e partner della transizione energetica, con capacità di gestione di offerte sofisticate centrate attorno al vettore energetico. Per sbloccare il pieno potenziale è necessario intervenire su tre leve chiave: la value proposition degli operatori, le modalità di acquisto e il market design del settore. Oggi il mercato è ancora frenato da una consapevolezza frammentata dei benefici e da una forte dipendenza dagli incentivi. Serve quindi un'evoluzione verso modelli con offerte più integrate, scalabili e orientate alla condivisione del rischio".






(Foto: Raul Varzar on Unsplash)

(Teleborsa) 09-04-2026 15:51


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