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Scade il "New Start". Mosca: "Non siamo più legati al trattato"

News Image (Teleborsa) - "Winter is coming (l'inverno è vicino)". Usa le parole di "Game of Thrones", il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo ed ex presidente, Dmitry Medvedev, per commentare la fine del New Strategic Arms Reduction Treaty, "New Start", il Trattato russo-americano sul controllo delle armi nucleari, scaduto oggi. "Ecco fatto. Per la prima volta dal 1972, la Russia (ex Urss) e gli Stati Uniti non hanno un trattato che limiti le forze nucleari strategiche. Salt 1, Salt 2, Start I, Start II, Sort, New Start: tutto questo appartiene al passato".

Oggi, formalmente, per la prima volta in oltre mezzo secolo le due superpotenze nucleari si trovano senza limiti formali sul nucleare. Per il Cremlino il mondo si troverà in "una situazione più pericolosa di quella attuale". E ieri, alla vigilia della scadenza, anche il Papa ha lanciato un appello a "scongiurare una nuova corsa agli armamenti che minaccia ulteriormente la pace tra le nazioni". "Non siamo più legati al trattato e le parti non sono più tenute a rispettare alcun obbligo", afferma Mosca, che assicura comunque di voler agire "responsabilmente" e di "restare aperta" a una soluzione diplomatica. Anche se si dice anche "pronta" a "misure tecnico-militari" per "contrastare potenziali minacce alla sicurezza nazionale".

Per gli Stati Uniti, invece, "un accordo sulle armi nucleari nel XXI secolo è impossibile senza la Cina". Ma "la Cina – spiega Ludovica Castelli, ricercatrice, esperta di non proliferazione e disarmo dello IAI, in un'intervista al Quotidiano Nazionale – è stata sempre coerente e inflessibile sul porre dei limiti alle forze nucleari strategiche. Ora Trump incontrerà Xi ad aprile, c'è un canale di dialogo forse migliore rispetto a quello con Putin. Ma per quanto Trump possa spingere, la vedo un po' dura".

Siglato nel 2010 il New Start pone un limite alle armi nucleari strategiche dispiegabili da Russia e Usa fissando un tetto di 1.550 testate e 700 tra missili e bombardieri. Ma a partire dal Covid, con il successivo scoppio della guerra in Ucraina, di fatto, con la sospensione delle ispezioni dei siti non è più attivo. E l'effettivo numero delle testate dispiegate è indicato solo in autocertificazioni fatte da Usa e Russia. Attualmente si stima che negli arsenali di Mosca e Washington vi sia il 90% degli ordigni nucleari mondiali: 5.177 testate americane e 5.459 russe. E, secondo Castelli, "con le capacità che hanno attualmente Usa e Russia potrebbero raddoppiare il limite fissato dal New Start".

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato Stati Uniti e Russia a "concordare" rapidamente un nuovo trattato sul disarmo nucleare. "Questo smantellamento di decenni di progressi non potrebbe arrivare in un momento peggiore: il rischio di un uso nucleare è al livello più alto da decenni", osserva Guterres che "esorta entrambi gli stati a tornare al tavolo dei negoziati senza indugio e a concordare un nuovo quadro".




(Teleborsa) 05-02-2026 10:02


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