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Pichetto: "Gas a 70 euro soglia per riattivare il carbone"

News Image (Teleborsa) - "Se il gas supera i 70 euro al megawattora potrebbe rendersi necessario riattivare le centrali a carbone". È l'avvertimento lanciato
dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell'incontro "Il Santo Graal dell'Energia", a Milano. "È una cifra alta, oggi siamo intorno ai 40 euro, mentre le stime iniziali erano tra i 28 e i 30 euro. Ma quello – ha aggiunto – è il punto di caduta. Parliamo di uno scenario emergenziale, non della normalità. Il carbone resta una soluzione residuale, ma in caso di necessità dobbiamo farci trovare pronti".

L'intenzione e la determinazione "restano quelle della chiusura del carbone" ha assicurato il ministro ricordando come gli impianti "sulla parte continentale fossero già praticamente chiusi, escludendo la Sardegna, al 31 dicembre 2024". Tuttavia, ha aggiunto, "non ho ordinato lo smantellamento perché, in una situazione di emergenza, potrebbero essere necessari".

Riguardo all'ipotesi di un ritorno all'acquisto del gas russo da parte dell'Italia, Pichetto Fratin ha ribadito che la sua posizione personale
"coincide con quella del governo italiano, che è perfettamente allineato con l'Unione Europea. Eventuali valutazioni – ha detto il ministro – saranno fatte a livello europeo più avanti, ma ad oggi escludo il ritorno al gas russo".

"Speriamo che lo Stretto di Hormuz venga riaperto e che si riparta con un confronto tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un punto di equilibrio e di pace – ha aggiunto Pichetto Fratin commentando le tensioni geopolitiche che stanno incidendo sui mercati energetici –. Qui siamo davvero a colpi di scena giorno per giorno ed è difficile prevedere cosa accadrà nei prossimi giorni".

Sul tavolo l'ipotesi di un'accelerazione sul nuovo nucleare come asse strategico per il futuro energetico italiano. "Sul nucleare – ha detto il ministro – il compito oggi è dare un quadro giuridico al Paese per poter fare le valutazioni". Pichetto Fratin ha sottolineato come l'Italia sia "in linea con la programmazione del piano nazionale rinnovabili", con una capacità installata che "oggi è a 85 gigawatt e dovrà arrivare a 130 al 2030". Un percorso già avviato. "Al 31 dicembre 2025 – ha ricordato il ministro – eravamo addirittura un gigawatt e mezzo sopra l'asticella prevista. Le rinnovabili – ha spiegato – ormai non devono più essere incentivate per stare in piedi, hanno una capacità di produrre a prezzi che sono circa la metà del prezzo unico nazionale. Sono convinto che nei primi anni del prossimo decennio arriveranno i cosiddetti piccoli reattori, oggi in fase di sperimentazione in molti Paesi". Si tratta, ha spiegato il ministro, di tecnologie che "permetteranno di integrare il nostro sistema produttivo di energia", affiancandosi al gas che "resta l'elemento di garanzia e continuità".

"Con la crescita di rinnovabili e nucleare, – ha concluso Pichetto Fratin – il ruolo del gas è destinato progressivamente a ridursi nei prossimi decenni. Un percorso che richiede scelte politiche e normative chiare già oggi".




(Teleborsa) 20-04-2026 17:37


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