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Patto Ue su migrazione e asilo: via libera del Cdm a dl di attuazione

News Image (Teleborsa) - Il decreto approvato dal consiglio dei ministri "anticipa solo alcune disposizioni di carattere organizzativo, per fare in modo di essere pronti" il 13 giugno per recepire il patto sull'immigrazione e l'asilo dell'Ue. Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al termine del Cdm sottolineando che rimangono invece nel disegno di legge in Parlamento una serie di norme come "la disciplina del trattenimento nei Cpr, il cosiddetto blocco navale, le nuove ipotesi di espulsione ordinate dal giudice oppure il prosieguo amministrativo e la competenza dei prefetti per i rimpatri volontari assistiti dei minori" nonché "tutte le altre norme che comunque sono di attuazione del Patto e che potevano viaggiare su un percorso legislativo che farà il suo percorso in qualche mese".
In sostanza, ha aggiunto, nel provvedimento di oggi sono entrate le norme che il governo "riteneva più urgenti". "Siamo molto soddisfatti - ha concluso il titolare del Viminale - Partiremo dal 13 giugno e sperimenteremo quindi l'applicazione di queste norme.


"Diamo copertura normativa a quello che avveniva già nella prassi. Discipliniamo la possibilità che il primo trattenimento per il primo screening possa avvenire per 72 ore presso i luoghi di primo ingresso sul territorio nazionale previa convalida dell'autorità giudiziaria. Una effettiva limitazione della libertà di circolazione ma finalizzata a ricostruire una prima identità prima di inviare le persone presso i luoghi obbligatori di dimora".
"Noi confidiamo con l'applicazione di queste norme a regime di dare un'ulteriore spinta a quello che già stiamo facendo e che mi permetterete di dire che sono già iniziative che hanno prodotto dei risultati a nostro modo di vedere straordinari per quelle che erano le condizioni di partenza", ha aggiunto.

Per conciliare la possibilità di fare accesso al sistema di asilo, ma nello stesso tempo con un maggior rigore nei tempi dei controlli, è stato previsto che si possano fare alla frontiera le cosiddette procedure accelerate", ha detto il Ministro.
"E' stato definito quali sono i soggetti nei confronti dei quali poter applicare le procedure obbligatorie di frontiera che sono soggetti pericolosi per la sicurezza nazionale oppure che provengono da Paesi che presentano un tasso di accoglimento delle domande inferiore al 20% o che abbiano presentato informazioni o documenti falsi. In quel caso lì c'è la possibilità appunto che vengono inviati in luoghi sul territorio nazionale di provvisoria accoglienza e dimora dove l'interessato deve farsi trovare reperibile per le 12 settimane di espletamento delle procedure. Alla violazione della quale poi scattano evidentemente delle considerazioni che le regole europee impongono".

(Teleborsa) 04-06-2026 20:17


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