Open Innovation, dalle competenze all'impatto: lo studio Luiss Business School
(Teleborsa) - Due alunni su tre hanno sperimentato almeno un cambiamento professionale dopo l'Executive Master in Open Innovation & Intellectual Property della Luiss Business School. E per sette su dieci il percorso ha avuto un impatto medio-alto sul proprio sviluppo personale e professionale. Sono alcuni dei risultati dello studio di valutazione d'impatto realizzato dalla Luiss Business School, che ha coinvolto i diplomati delle edizioni concluse del Master inter-ateneo realizzato in collaborazione con la SAA School of Management dell'Università di Torino e la Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).La ricerca restituisce anche un quadro del coinvolgimento degli alumni nei processi di innovazione. Le iniziative a cui gli alumni rilasciati di aver contribuito sono cresciute del 28% nelle organizzazioni e del 40% negli ecosistemi dell'innovazione nel confronto fra prima e dopo il Master. Inoltre, circa un alumno su due dichiara di aver contribuito ad attività di produzione o valorizzazione della proprietà intellettuale, dalla tutela dei diritti alla gestione di contratti e licenze, fino al deposito di marchi e brevetti.
Nei cinque ambiti specialistici esaminati — gestione dell'innovazione e trasferimento tecnologico, proprietà intellettuale, ricerca di finanziamenti, business Planning per la Ricerca & Sviluppo e strumenti di ricerca brevettuale — il punteggio medio delle competenze autovalutate passa da 2,6 a 3,8 su una scala da 1 a 5 (+48%). Un miglioramento che si accompagna a una maggiore esposizione a responsabilità ad attività legate all'innovazione: la quota di alumni con responsabilità di coordinamento di team impegnati in progetti innovativi vendita dal 29% al 42%.
Il riconoscimento organizzativo resta tuttavia un tema aperto: quasi due alumni su tre non hanno ricevuto riconoscimenti, in via formale o informale, dal proprio datore di lavoro in relazione agli impatti derivanti dall'Executive Master. I risultati suggeriscono l'opportunità di creare nelle organizzazioni percorsi di crescita, ruoli di responsabilità e occasioni concrete per applicare le competenze sviluppate, così da consolidare il valore dell'investimento formativo.
"Se l'Open Innovation è ormai entrata stabilmente nel lessico e nelle pratiche delle imprese, la sfida attuale consiste nel trasformarla da insieme di iniziative episodiche a capacità organizzativa strutturale, integrata nella strategia e sostenuta da competenze, processi e strumenti di misurazione. Le risorse ci sono, ora bisogna metterle al servizio del sistema impresa e Paese", dichiara Maria Isabella Leone, Co-direttrice del programma e responsabile scientifica dello studio di valutazione d'impatto.
"In questi dieci anni il Master ha contribuito a creare una comunità di professionisti che rappresenta oggi una risorsa strategica per la competitività del Paese. Diffondere la cultura dell'innovazione all'interno delle organizzazioni e rafforzare il dialogo tra università, ricerca e imprese è una condizione essenziale per trasformare conoscenza e competenze in sviluppo", afferma Paola Brunetti, Dirigente Ufficio Brevetti e Marchi, MIMIT.
Dei risultati dello studio si è discusso nel corso della reunion degli alumni del 24 ottobre a Villa Blanc, sede della Luiss Business School a Roma, organizzata per celebrare il decennale dell'Executive Master. Alumni, docenti e manager si sono riuniti per riflettere e confrontarsi sul ruolo delle competenze e delle reti professionali nello sviluppo dell'ecosistema dell'innovazione italiana.
Avviato nell'anno accademico 2015/16, arrivato all'undicesima edizione in corso, il Master inter-ateneo è promosso dalla Luiss Business School e dalla SAA School of Management dell'Università di Torino, con il sostegno della Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nelle prime dieci edizioni ha formato complessivamente più di 200 partecipanti, secondo la popolazione censita nello studio.
(Teleborsa) 28-10-2026 10:28