OCSE, l'inflazione sale al 4,6% su anno a maggio. In Italia al 3,2%
(Teleborsa) - L'inflazione su base annua nei paesi OCSE è salita al 4,6% a maggio 2026, rispetto al 4,4% di aprile. In particolare, l'inflazione complessiva è aumentata in 16 paesi OCSE, è diminuita in 8 ed è rimasta stabile o sostanzialmente stabile in 14. È rimasta al di sopra del 5% in Colombia, Grecia, Islanda e Lituania, e ha superato il 30% in Turchia.L'inflazione energetica nei paesi OCSE ha continuato ad aumentare a maggio, raggiungendo il 15,8% su base annua, rispetto al 13,2% di aprile. Tra i 37 paesi OCSE per i quali sono disponibili i dati, l'inflazione energetica è aumentata in 26 e diminuita in 11. Canada, Lituania, Turchia e Stati Uniti hanno registrato un'inflazione energetica superiore al 20%. Al contrario, Costa Rica, Danimarca, Islanda, Giappone e Norvegia hanno registrato un'inflazione energetica negativa. L'inflazione alimentare nell'OCSE è diminuita di 0,4 punti percentuali (p.p.) attestandosi al 3,6%, un calo registrato nella stragrande maggioranza dei paesi OCSE. Nel frattempo, l'inflazione core (esclusi alimentari ed energia) è aumentata di 0,2 p.p., raggiungendo il 3,8%.
Nel G7, l'inflazione complessiva su base annua è aumentata di 0,3 p.p. a maggio, arrivando al 3,5%. L'aumento è stato determinato da una rinnovata accelerazione dell'inflazione energetica, che ha raggiunto il 17%, il livello più alto da novembre 2022. L'inflazione complessiva è aumentata in Canada, Francia, Italia (al 3,2% dal 2,7% di aprile) e Stati Uniti. Al contrario, in Germania l'inflazione complessiva è diminuita dopo due mesi consecutivi di aumenti, principalmente a causa dell'attuazione di un programma di sussidi ai carburanti e del conseguente calo dell'inflazione energetica. Il Giappone ha continuato a registrare il tasso di inflazione più basso tra i paesi del G7, pari all'1,5%, grazie ai sussidi governativi su carburanti e utenze che hanno continuato a contenere l'inflazione energetica. In Germania, Regno Unito e Stati Uniti, l'inflazione di base è rimasta il principale fattore determinante dell'inflazione complessiva, mentre in Canada, Francia e Italia il contributo combinato dei prezzi dei prodotti alimentari e dell'energia ha trainato l'inflazione complessiva. In Giappone, il contributo dell'inflazione di base è stato sostanzialmente pari a quello combinato dei prezzi dei prodotti alimentari e dell'energia.
Nell'area euro, l'inflazione complessiva su base annua, misurata dall'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), è salita al 3,2% a maggio, rispetto al 3% di aprile. L'inflazione core è aumentata di 0,4 punti percentuali, raggiungendo il 2,6%, ma questo incremento è stato parzialmente compensato da un calo dell'inflazione alimentare, scesa all'1,6%, il livello più basso da gennaio 2025. L'inflazione energetica è rimasta sostanzialmente stabile, al 10,9% a maggio. Le stime preliminari di Eurostat indicano un calo dell'inflazione complessiva nell'area euro a giugno 2026, al 2,8%, con una diminuzione sia dell'inflazione energetica che dell'inflazione di base.
Nel G20, l'inflazione complessiva su base annua è aumentata al 4,5% a maggio, rispetto al 4,3% di aprile. L'inflazione complessiva è rimasta sostanzialmente stabile in Cina e Arabia Saudita. È aumentata in Sudafrica, raggiungendo il livello più alto da agosto 2024 al 4,4%, così come in Argentina, Brasile, India e Indonesia.
(Teleborsa) 06-07-2026 14:28