Nucleare, progressi nei colloqui Usa-Iran: intesa sulle linee guida
(Teleborsa) - "Sono stati fatti progressi nei colloqui con l'Iran" ma "ci sono ancora molti dettagli da discutere". L'orizzonte temporale potrebbe essere di quindici giorni: gli iraniani hanno assicurato che torneranno "nelle prossime due settimane con proposte dettagliate per colmare alcune distanze tra le diverse posizioni". È quanto ha detto un funzionario Usa ad Axios commentando i colloqui indiretti tra gli Stati Uniti e l'Iran sul nucleare di Ginevra. Di "progressi" nel negoziato parlano sia gli americani che il mediatore omanita. Sono stati "costruttivi", conferma Teheran, mentre si profila un terzo round del quale però "non è stata ancora fissata una data".La prima intesa raggiunta nell'ambasciata di Muscat in Svizzera, riguarda i "principi guida per un accordo finale", il quadro che dovrà contenere i risultati della trattativa che tuttavia resta in salita. "C'è ancora molto lavoro da fare", ha detto il ministro omanita Badr Al-Bbusaidi, che ha fatto la spola tra il collega iraniano Abbas Araghchi e gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Su quella base, "inizieremo a lavorare al testo di un potenziale accordo", ha spiegato poi Araghchi alla tv di Stato iraniana, definendo i colloqui "più costruttivi" rispetto al precedente round del 6 febbraio in Oman e auspicando che "la nuova finestra" possa portare a "una soluzione negoziata e duratura".
I nodi ancora da sciogliere riguardano l'arricchimento dell'uranio a cui Teheran non vuole rinunciare, rivendicando il proprio diritto a un uso pacifico del nucleare, mentre Stati Uniti e Israele accusano l'Iran di volersi dotare della bomba atomica. Il presidente Masoud Pezeshkian ha ribadito la disponibilità a "verifiche" per accertare il contrario, e cioè che l'Iran non persegue l'arma nucleare. Sul tavolo Teheran pone anche la revoca delle sanzioni come "parte integrante di qualsiasi accordo". "Abbiamo presentato dettagli tecnici nel campo del nucleare e delle sanzioni", ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, mentre i colloqui erano ancora in corso, sottolineando l'importanza della presenza a Ginevra del direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Grossi.
Ma mentre la diplomazia tenta di fare il suo corso, la tensione resta altissima. Trump ha di nuovo intimato all'Iran che "se non farà l'accordo ci saranno conseguenze", aggiungendo però che a suo avviso gli iraniani "vogliono raggiungere l'intesa". La Guida suprema Ali Khamenei ha replicato avvertendo che i pasdaran potrebbero affondare le portaerei americane dispiegate nel Golfo: la Uss Lincoln si trova nella regione da gennaio, mentre la Uss Gerald Ford sarebbe in arrivo dai Caraibi. "Una portaerei è certamente un mezzo pericoloso. Ma più pericolosa della portaerei è l'arma che può affondarla", è stata la minaccia dell'ayatollah.
(Teleborsa) 18-02-2026 09:53