Meno liquidità e più azioni in portafogli famiglie italiane
(Teleborsa) - Prosegue la crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, che tra dicembre 2024 e il terzo trimestre 2025 è aumentata di circa 258 miliardi di euro, passando da 6.013 miliardi a 6.271 miliardi, con un incremento pari a +4,3%. Il tratto di fondo è meno liquidità e più azioni. Nei primi nove mesi dello scorso anno, la liquidità è continuata a crescere in valore assoluto, ma perso peso relativo. I conti correnti salgono da 1.137,9 miliardi a fine 2024 a 1.152,5 miliardi nel III trimestre 2025, con un aumento di 14,6 miliardi (+1,3%), mentre i depositi si riducono da 441,8 a 431,8 miliardi, in calo di circa 10 miliardi (–2,3%), confermando il progressivo disimpegno dagli strumenti a più basso rendimento. Sul fronte dei titoli, prosegue la selezione delle famiglie. I titoli a breve termine scendono da 35,0 a 30,2 miliardi, con una flessione di 4,8 miliardi (–13,8%), mentre i titoli a medio e lungo termine crescono da 459,7 a 473,1 miliardi, in aumento di 13,4 miliardi (+2,9%), segnalando una maggiore propensione a investimenti con orizzonte temporale più lungo. Il contributo principale alla crescita della ricchezza arriva però dagli strumenti più esposti ai mercati finanziari. Le azioni e altre partecipazioni aumentano in modo marcato da 1.758,6 miliardi a dicembre 2024 a 1.939,1 miliardi nel terzo trimestre 2025, con un incremento di oltre 180 miliardi (+10,3%), risultando la voce più dinamica del periodo. In crescita anche le quote di fondi comuni, che passano da 841,4 a 888,4 miliardi, con un aumento di 47,0 miliardi (+5,6%), rafforzando il peso degli investimenti gestiti e diversificati.Lo si legge in un report del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale resta solida la componente di protezione tra gli asset finanziari delle famiglie del nostro Paese: le riserve assicurative crescono da 1.130,1 a 1.155,4 miliardi, con un incremento di 25,3 miliardi (+2,2%), confermando il ruolo strutturale della previdenza e degli strumenti assicurativi nel risparmio delle famiglie. Nel complesso, tra fine 2024 e terzo trimestre 2025 le famiglie italiane rafforzano in modo significativo la propria ricchezza finanziaria, riducono gradualmente la liquidità improduttiva e orientano una quota crescente del risparmio verso azioni e fondi, aumentando l'esposizione ai mercati finanziari in un contesto di maggiore fiducia e stabilità.
"L'economia italiana continua a dimostrare una forza e una capacità di tenuta superiori alle attese, anche in una fase ancora segnata da incertezze geopolitiche e finanziarie. Un aumento di quasi 260 miliardi della ricchezza finanziaria delle famiglie in meno di un anno è il segnale di un Paese che, nonostante tutto, continua a produrre risparmio, fiducia e capacità di accumulazione. Colpisce in particolare il fatto che questa crescita non si concentri solo sulla liquidità, ma si accompagni a una maggiore propensione all'investimento, con un forte rafforzamento di azioni e fondi comuni. È un'evoluzione positiva, che va incoraggiata e orientata: una parte crescente del risparmio privato deve poter essere canalizzata verso la crescita delle imprese, soprattutto delle piccole e medie, per sostenere investimenti, innovazione e nuova occupazione. È lì che il risparmio può trasformarsi in sviluppo reale e duraturo. Questo quadro è favorito anche da un contesto di stabilità politica e istituzionale che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la fiducia di famiglie e operatori economici. La continuità dell'azione di governo e una gestione responsabile delle politiche economiche hanno creato le condizioni affinché il risparmio non restasse fermo, ma iniziasse a muoversi. Ora la sfida è fare un passo ulteriore: consolidare la stabilità, rafforzare il legame tra risparmio e impresa e trasformare questa ricchezza in crescita, lavoro e competitività per il Paese", commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
Secondo il Centro studi di Unimpresa, che ha rielaborato dati della Banca d'Italia, nel confronto tra dicembre 2024 e settembre 2025, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane mostra un'accelerazione significativa, confermando una traiettoria di crescita non solo solida, ma anche qualitativamente diversa. Il totale delle attività finanziarie passa da 6.013,1 miliardi di euro a fine 2024 a 6.271,0 miliardi nel terzo trimestre 2025, con un aumento di 257,9 miliardi, pari a +4,3% in nove mesi. Un'espansione ampia, che riflette sia l'aumento del valore dei portafogli sia una progressiva riallocazione del risparmio verso strumenti più dinamici. La liquidità resta elevata, ma il suo ruolo relativo continua ad attenuarsi.
I conti correnti crescono da 1.137,9 miliardi a dicembre 2024 a 1.152,5 miliardi a settembre 2025, con un incremento di 14,6 miliardi (+1,3%). L'aumento è quindi più contenuto rispetto alla crescita complessiva della ricchezza, segnalando che la liquidità non è più il principale canale di accumulo. Ancora più chiara è la dinamica dei depositi, che scendono da 441,8 miliardi a 431,8 miliardi, con una riduzione di circa 10 miliardi (–2,3%), confermando l'uscita graduale dagli strumenti a più basso rendimento. Sul fronte dei titoli, il quadro resta differenziato. I titoli a breve termine continuano a ridursi in modo netto, passando da 35,0 miliardi a fine 2024 a 30,2 miliardi nel terzo trimestre 2025, con una flessione di 4,8 miliardi (–13,8%), segnale di una persistente scarsa attrattività degli strumenti di brevissimo periodo. I titoli a medio e lungo termine, invece, aumentano da 459,7 miliardi a 473,1 miliardi, con una crescita di 13,4 miliardi (+2,9%), indicando una maggiore disponibilità delle famiglie a impegnare il risparmio su scadenze più lunghe. La componente più dinamica resta quella legata ai mercati finanziari. Le azioni e altre partecipazioni crescono in modo marcato da 1.758,6 miliardi a dicembre 2024 a 1.939,1 miliardi nel terzo trimestre 2025, con un incremento di circa 180,6 miliardi, pari a +10,3%. È la voce che contribuisce in misura maggiore alla crescita complessiva della ricchezza finanziaria e che porta il peso delle partecipazioni azionarie su livelli storicamente elevati. In parallelo, le quote di fondi comuni aumentano da 841,4 miliardi a 888,4 miliardi, con un incremento di 47,0 miliardi (+5,6%), confermando il rafforzamento degli investimenti gestiti e diversificati. Resta solida anche la componente di protezione e previdenza. Le riserve assicurative passano da 1.130,1 miliardi a fine 2024 a 1.155,4 miliardi nel terzo trimestre 2025, con una crescita di 25,3 miliardi (+2,2%). Un aumento più contenuto rispetto ad altre voci, ma coerente con la funzione strutturale di questi strumenti, che continuano a rappresentare uno dei pilastri del risparmio delle famiglie.
Nel confronto tra dicembre 2024 e fine 2025 (in linea con l'ultimo dato disponibile del terzo trimestre 2025), emerge un cambiamento strutturale nella composizione percentuale dei risparmi delle famiglie italiane, più ancora che una semplice crescita in valore assoluto. La quota dei conti correnti, pur restando molto elevata, si riduce lievemente, passando da circa il 18,9% del totale a poco più del 18%, segnale che la liquidità continua a crescere ma non è più il perno esclusivo dell'accumulazione. Più marcata è la flessione dei depositi, che scendono da circa il 7,3% a poco meno del 6,9%, confermando il progressivo abbandono degli strumenti a rendimento nullo. Continua a ridursi anche il peso dei titoli a breve termine, ormai stabilmente sotto l'1% del totale, mentre resta sostanzialmente stabile la quota dei titoli a medio-lungo termine, intorno al 7,5–7,6%, segno di una riallocazione più che di un disimpegno dal comparto obbligazionario. Il vero cambiamento riguarda però la componente più dinamica del risparmio: le azioni e altre partecipazioni aumentano il loro peso di oltre due punti percentuali, superando il 31% della ricchezza finanziaria complessiva, diventando la prima voce del portafoglio delle famiglie. Cresce in modo significativo anche la quota dei fondi comuni, che passa da circa il 14% a oltre il 14,5%, rafforzando il ruolo degli investimenti gestiti e diversificati. Restano invece stabili intorno al 18–18,5% le riserve assicurative, che continuano a rappresentare l'asse portante della componente previdenziale e di protezione. Nel complesso, la composizione percentuale del risparmio segnala un passaggio chiaro: meno liquidità improduttiva, più mercato e più capitale di rischio, in un quadro di crescente maturità finanziaria delle famiglie.
(Teleborsa) 09-02-2026 16:11