Medio Oriente: Usa e Iran combattono per controllo di Hormuz, Houthi aprono nuovo fronte nel Mar Rosso
(Teleborsa) - Sono ormai ripresi su base quotidiana gli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran nel tentativo di controllare lo Stretto di Hormuz. Pur dichiarandosi aperta alla diplomazia, l'amministrazione Trump si sta scontrando con il rifiuto iraniano di allentare la presa sul corridoio petrolifero del Golfo Persico, sollevando interrogativi sulla strategia per la prossima fase del conflitto. L'intensificarsi degli attacchi ha fatto fallire completamente l'accordo di cessate il fuoco, causato la morte di altri militari americani e riportato al rialzo i prezzi della benzina Usa: problemi rilevanti per i repubblicani in vista delle elezioni di midterm. Sebbene permangano alcuni timidi segnali di apertura ai negoziati – il segretario di Stato americano Marco Rubio ha fatto sapere che gli Usa "sono sempre aperti a una soluzione diplomatica" e che l'Iran ha segnalato, tramite intermediari, la volontà di avviare un dialogo –, le parti potrebbero presto tornare verso una posizione di guerra totale, con Trump che ha avvertito che "ogni volta che l'Iran ucciderà un soldato americano" da questo momento in poi, "pagherà molte volte per quella uccisione".
Il Qatar ha avanzato l'ipotesi di un cessate il fuoco di 10 giorni e della revoca delle restrizioni alla navigazione nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di allentare la tensione e avviare una de-escalation, dopo il fallimento dell'accordo di pace preliminare di metà giugno. Nei giorni scorsi sono state presentate all'Iran ulteriori opzioni per un cessate il fuoco, ma secondo i mediatori i pasdaran non vi avrebbero dato seguito.
Nel frattempo, gli Houthi, alleati di Teheran, hanno aperto un nuovo fronte annunciando un blocco nel Mar Rosso del traffico marittimo saudita. Lo stop potrebbe interessare oltre il 3% del mercato petrolifero globale: lo Stretto di Bab el-Mandeb, passaggio marittimo all'estremità meridionale del Mar Rosso, non rappresenta di norma un punto di transito critico per il petrolio, ma l'Arabia Saudita vi fa sempre più affidamento dall'inizio delle tensioni con l'Iran come rotta alternativa a Hormuz. Negli ultimi mesi il paese ha esportato oltre 3,6 milioni di barili al giorno di greggio e prodotti derivati via Bab el-Mandeb, diretti in prevalenza verso Corea del Sud, Giappone e Cina.
(Teleborsa) 21-07-2026 08:47