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Lavoro, Abruzzo: 87,3% occupazione regionale assorbita da automotive

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"Le imprese dell'automotive abruzzese presentano una resilienza maggiore rispetto alle altre realtà industriali. Un risultato raggiunto grazie a un'elevata innovazione di prodotto e di processo, maggiore rispetto agli altri competitor italiani. Occorre, invece, migliorare soprattutto in materia di regolamentazione e riguardo i cambiamenti tecnologici", lo ha detto Giuseppe Calabrese, Responsabile scientifico OTEA commentando l'Osservatorio sulla Trasformazione dell'Ecosistema Automotive (TEA) ha presentato i dati della survey 2025, basata su un database di 2.100 imprese. I numeri delineano un distretto ad altissima specializzazione: il 91,3% del fatturato e l'87,3% dell'occupazione regionale sono assorbiti dal comparto. La struttura produttiva si distingue per un peso dei Tier 1, cioè i fornitori che vendono componenti direttamente alle aziende automobilistiche, (41% contro il 27% nazionale) che intercettano il 68% del fatturato locale, confermando un forte radicamento nei segmenti a maggiore responsabilità di sistema
A differenza del quadro nazionale, dove l'8% dei fornitori prevede l'uscita dal settore, le imprese abruzzesi mostrano un approccio resiliente: il 45% punta sull'adattamento e nessuna ipotizza l'abbandono della filiera. Il dinamismo è operativo: il 77% ha innovato i processi (coprendo il 99% del fatturato regionale) e il 55% ha sviluppato nuovi prodotti. Gli investimenti nel full-electric pesano per il 13,6% del totale sviluppo prodotto.
Nonostante un saldo occupazionale generale negativo (-5,6%), il dato si inverte nelle realtà che investono esclusivamente in veicoli elettrici (EV), dove l'occupazione cresce del 5% (contro il +1,7% della media italiana). Il mercato del lavoro regionale cerca figure ad alto contenuto tecnologico: ingegneri meccatronici e programmatori software (54,5%), seguiti da analisti e progettisti di sistemi. Anche l'Intelligenza Artificiale è vista come un'opportunità dal 27,3% delle imprese, un dato superiore alla media nazionale (19,9%).
Il finanziamento dell'innovazione poggia sulla liquidità interna (72%), con un ricorso al credito bancario (16%) limitato rispetto all'Italia. Sul fronte delle politiche pubbliche, le imprese chiedono con urgenza riduzione dei costi energetici (4,0/5) e semplificazione amministrativa (3,8), oltre a sostegni per l'internazionalizzazione verso mercati strategici come Marocco, Messico e Spagna.


(Teleborsa) 26-03-2026 19:15


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