Notizie Teleborsa

Lavoro, +7,2% di produttività per chi trattiene gli under 35: leva retributiva contro turnover

News Image (Teleborsa) - Trattenere i giovani è diventato un fattore di produttività misurabile. Secondo le analisi di Unioncamere e del Centro studi Tagliacarne presentate alla Conferenza nazionale delle Camere di commercio nel giugno 2026, le aziende capaci di attrarre e trattenere talenti under 35 registrano un incremento di produttività del 7,2%, e le imprese con una maggiore quota di giovani mostrano una crescita superiore di fatturato e occupazione. Il contesto rende però l'operazione sempre più difficile: il Sistema informativo Excelsior rileva che il 48% delle posizioni destinate agli under 30 risulta di difficile copertura, nel 31% dei casi per assenza di candidati. Sullo sfondo, uno spostamento demografico strutturale: secondo il CNEL, negli ultimi vent'anni gli occupati over 50 sono raddoppiati passando dal 20% a circa il 40% del totale, mentre la quota di under 35 è scesa dal 35% a meno del 25%.

La contrazione riguarda anche il fare impresa. L'analisi Unioncamere-InfoCamere sulla nati-mortalità delle imprese giovanili registra tra il 2014 e il 2024 una discesa da quasi 640mila a 486mila attività guidate da under 35, oltre 153mila in meno: un calo del 24% in un decennio, pari a una media di 42 imprese perse ogni giorno. Il fenomeno ha investito quasi tutti i settori, con le costruzioni (-38,7%) e il commercio (-36,2%) più penalizzati, mentre in controtendenza crescono i servizi alle imprese (+3,5%) e resta stabile l'agricoltura. I dati più recenti segnalano una stabilizzazione: nel primo trimestre 2026 il saldo nazionale tra iscrizioni e cessazioni è tornato positivo, con 690 imprese in più, pur con forti divari territoriali.

In questo quadro si colloca l'esperienza di Elite Group, gruppo romano di sei aziende attive dalle pulizie al noleggio con conducente, dalle ristrutturazioni fino, dal 2027, al settore sanitario con un poliambulatorio, guidato da Stefano Pulcinelli, 28 anni. L'elemento di interesse economico è la leva su cui il gruppo ha costruito il proprio posizionamento: una politica retributiva più generosa della media di mercato come strumento di fidelizzazione del personale. "Noi paghiamo di più rispetto a quello che prevede il contratto nazionale di lavoro", afferma l'imprenditore, ammettendo che si tratta di un costo a volte pesante, ma rivendicandolo come investimento più che come spesa.

La logica risponde al modello di business, fondato su clienti ricorrenti: il gruppo dichiara di gestire ogni mattina tra le 400 e le 450 camere tra hotel e affittacamere nel centro di Roma. In un servizio di questo tipo la continuità pesa più della singola prestazione, e il turnover del personale rappresenta il principale fattore di rischio. "Il nostro vantaggio è avere un turnover contenuto rispetto alla maggior parte delle società del settore", osserva Pulcinelli. L'argomento è che il ricambio frequente degli addetti erode la fiducia della clientela: l'albergatore che si vede sostituire l'operatore di riferimento ogni due mesi percepisce un'interruzione nella qualità del servizio, indipendentemente dagli standard formali garantiti dal fornitore. Da qui la scelta di legare politica retributiva e stabilità occupazionale, maturata — spiega l'imprenditore — dall'analisi dei limiti dei concorrenti, che nell'arco di sei mesi finivano per compromettere il rapporto fiduciario con il cliente.

I dati di comparto danno un fondamento alla tesi. Nei servizi, dove il rapporto con il cliente si rinnova nel tempo, le imprese giovanili hanno tenuto meglio della media, con un calo dell'11,5% rispetto al 2011 contro il -17,4% dell'intero settore secondo le elaborazioni Confcommercio-Unioncamere, restando oltre 308mila attività. La stabilità del personale e la continuità del servizio si confermano leve competitive in un segmento a basso valore aggiunto per singola prestazione ma ad alta ricorrenza.

Il gruppo conta circa 60 dipendenti e un fatturato aggregato intorno ai cinque milioni di euro. Con l'apertura del poliambulatorio prevista nel 2027 e una quindicina di assunzioni collegate, l'obiettivo dichiarato è avvicinare i dieci milioni di fatturato entro il 2028 e superare i cento dipendenti.

La vicenda si aggancia a un tema strutturale del Paese: l'attivazione imprenditoriale in Italia è scesa dall'1,1% del 2010 allo 0,87% del 2023 sulla popolazione adulta, secondo il Rapporto GEM 2023-2024. Con meno nuove imprese, la competitività si sposta dalla nascita alla capacità di trattenere quelle esistenti e il loro personale. Il quadro non è però solo negativo: la quota di giovani imprenditori sull'occupazione totale resta sopra la media europea, con il 4,3% per gli uomini e il 2,4% per le donne contro il 3% e l'1,5% dell'Unione. Resta da verificare la sostenibilità nel tempo di una politica salariale sopra i minimi contrattuali in comparti come il facility management, dove il costo del lavoro incide in misura determinante sui conti e la concorrenza si gioca in larga parte sul prezzo delle gare, e dove il differenziale retributivo può essere assorbito solo da una crescita dei volumi o da un posizionamento su fasce di servizio a più alto valore.

(Teleborsa) 17-08-2026 11:02


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.