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Lasorella (Agcm): in 2025 lieve flessione per i media, ricavi totali poco sopra 12 miliardi

void image (Teleborsa) - "Il quadro economico del settore dei media nazionali registra nel 2025 una lieve flessione, con ricavi totali che si sono attestati poco sopra i 12 miliardi di euro, invertendo la tendenza dell'anno precedente e facendo segnare una contrazione dello 0,6% su base annua". Lo ha detto il presidente Agcom, Giacomo Lasorella, nel corso della Relazione Annuale al Parlamento. "I ricavi da vendita di spazi pubblicitari arretrano del 2,9%, un calo che interessa tutti i mezzi tradizionali (televisione e stampa quotidiana e periodica), a eccezione della radio. La televisione rimane il gigante indiscusso del settore dei media tradizionali, raccogliendo il 74,1% delle risorse totali, a fronte di un'editoria periodica e quotidiana che scivola sotto il 21% - ha proseguito Lasorella -. Il settore televisivo ha raggiunto nel 2025 ricavi per 8,9 miliardi di euro (+0,6%).

In dettaglio, le offerte a pagamento (sia online che tradizionali) rappresentano la quota maggiore di finanziamento (43,6%), seguite dalla pubblicità (34,5%, in calo) e dai fondi pubblici, tra i quali il canone Rai (21,9%)". "I primi tre operatori detengono ancora il 67% del mercato dei media con Rai al 26,6%, Comcast/Sky al 22% e Fininvest/Mediaset al 18,5%, ma devono fronteggiare la crescita delle piattaforme globali come Netflix, Dazn, Amazon e Disney+, che ormai pesano per il 23,3% delle risorse totali grazie ai loro contenuti premium.

"Anche l'analisi economica delle quote del Sistema integrato delle comunicazioni (stimato in 20,4 miliardi di euro nel 2023, pari allo 0,95% del PIL) conferma la sempre maggiore rilevanza delle piattaforme online, che vedono crescere il proprio peso sul totale delle risorse - ha detto ancora -. Alphabet/Google si conferma al secondo posto, dopo la RAI, con l'11,8%; Meta/Facebook occupa la quinªta posizione con una quota superiore all'8%; Amazon, Netflix e DAZN si collocano al sesto, settimo e nono posto, con un'incidenza dei propri ricavi pari, rispettivamente, al 4,5%, 3,3% e 2,4%". "Risulta sempre più rilevante la pubblicità online - ha proseguito - che, con 7 miliardi di euro e una crescita del 12,2%, amplia ulteriormente il divario rispetto alla raccolta pubblicitaria sui mezzi tradizionali, stabile a circa 5 miliardi (24,6% del SIC)".

"La nota più dolente dal sistema dei media arriva dall'editoria quotidiana, che nel 2025 ha visto la diffusione delle copie cartacee crollare a 1,2 milioni di unità giornaliere, quasi un decimo di quanto si vendeva all'inizio del secolo". Il calo è stato del 9,3% rispetto all'anno precedente - ha aggiunto -. I ricavi delle aziende editoriali sono in netta flessione (-7,9%), rendendo i fondi pubblici un sostegno vitale che ormai pesa per quasi il 10% del totale del comparto"

Il valore complessivo del comparto delle comunicazioni elettroniche "è stimato, alla fine del 2025, in 29,5 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 28,2 miliardi del 2024, con un incremento pari al 4,5%, mentre il peso sul PIL sale lievemente all'1,31%". Lasorella descrive "un andamento a due velocità" con una crescita costante delle risorse generate dalla rete fissa "(+20% rispetto al 2021) e una "contrazione, sia pure più contenuta rispetto agli anni precedenti (i ricavi scendono dello 0,6%, poco sotto gli 11 miliardi), di quelle derivanti dalla rete mobile". "La crescita della rete fissa è trainata dagli investimenti in fibra, dalla domanda di connettività ultraveloce e dallo sviluppo di servizi digitali integrati, soprattutto per la clientela affari", aggiunge il presidente Agcom. "La sfida decisiva per gli operatori di comunicazioni elettroniche sarà quella di trasformarsi in veri e propri hub di servizi digitali, superando il ruolo di semplici fornitori di connettività", sottolinea

Lasorella spiega che per la rete mobile, a favorire una "parziale stabilizzazione contribuisce anche la crescente difficoltà degli operatori nel comprimere i margini di profitto, dopo una lunga fase di forte pressione competitiva sui prezzi". "Viceversa", aggiunge il presidente Agcom, "i ricavi da rete fissa, pur continuando a risentire anch'essi di una forte pressione sui prezzi, iniziano a beneficiare - soprattutto nel segmento della clientela affari - degli effetti derivanti dalla commercializzazione di pacchetti integrati, che includono, accanto ai servizi "tradizionali" (voce e dati), anche servizi ICT ad alto valore aggiunto, tra cui Cloud Computing, intelligenza artificiale, loT (Internet of Things) e soluzioni di sicurezza informatica".

"Assume un valore essenziale il messaggio che Papa Leone XIV ha affidato all'enciclica "Magnifica Humanitas", la tecnologia "non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa". Se la tecnologia riflette il volto di chi la progetta, la governa e la utilizza, spetta alle istituzioni fare in modo che quel volto resti riconoscibile, umano, responsabile".

(Teleborsa) 14-07-2026 13:09


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