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La Salvia: frodi IVA e riciclaggio alimentano potere economico mafie

void image (Teleborsa) - "La criminalità organizzata non ha più bisogno di mostrare il proprio volto per esercitare il proprio potere. Può nascondersi dietro una società, una fattura, una transazione commerciale. Può attraversare più Paesi, muovere milioni di euro e arrivare a confondersi con i normali circuiti dell'economia legale". Lo sottolinea Paola La Salvia, esperta di intelligence economico-finanziaria e analisi criminale.


È qui - spiega - "che si manifesta una delle trasformazioni più profonde delle mafie contemporanee. Il controllo del territorio, la violenza, le estorsioni e i traffici illeciti continuano a rappresentare strumenti fondamentali, ma accanto a questi modelli criminali si è sviluppata una capacità sempre maggiore di penetrare nell'economia, sfruttandone regole, infrastrutture e relazioni. Il vero obiettivo non è soltanto accumulare denaro. È trasferirlo, nasconderne l'origine, trasformarlo e, quando possibile, reinvestirlo. Il capitale criminale può così cambiare forma senza perdere il proprio valore: da profitto illecito può diventare disponibilità finanziaria, partecipazione societaria, investimento, patrimonio".

È in questo passaggio - sottolinea ancora l'esperta - che il riciclaggio "assume una funzione strategica. Il denaro prodotto da un
reato può essere immesso in circuiti economici complessi, attraversare più Paesi e assumere, al termine del percorso, una veste apparentemente lecita. Il capitale viene così preservato e può diventare la base per nuovi investimenti".

La dimensione transnazionale - osserva ancora La Salvia - amplifica ulteriormente questa capacità. Costituire società in diversi ordinamenti, trasferire merci attraverso più Paesi e movimentare risorse finanziarie oltre i confini nazionali consente alle organizzazioni criminali di frammentare le proprie attività. La separazione geografica delle diverse fasi di un'operazione rende più difficile ricostruire l'intero circuito e può permettere di sfruttare le differenze tra sistemi normativi, fiscali e investigativi.

È all'interno di questo scenario che la frode fiscale "può assumere una rilevanza particolare. Non significa soltanto sottrarre risorse alle casse pubbliche. Una frode strutturata attraverso società, fatture e movimentazioni finanziarie può diventare parte di un sistema più ampio, nel quale la produzione del profitto illecito e il suo successivo occultamento finiscono per sovrapporsi.
Tra i meccanismi più sofisticati rientrano le cosiddette frodi carosello sull'IVA, che sfruttano la complessità degli scambi intracomunitari e l'interposizione di una pluralità di soggetti societari. La struttura fraudolenta può prevedere imprese che partecipano formalmente alla commercializzazione dei beni, ma che vengono utilizzate per generare un debito fiscale destinato a non essere assolto, mentre altre società della catena beneficiano indebitamente delle detrazioni o dei crediti d'imposta. Quando una simile struttura attraversa più ordinamenti, la frode assume una dimensione che non è più esclusivamente tributaria. La componente commerciale, quella societaria e quella finanziaria possono integrarsi fino a creare un'infrastruttura utilizzabile anche per il riciclaggio".

Il fenomeno - sottolinea ancora - mette così in discussione una distinzione tradizionale: quella tra criminalità mafiosa e criminalità economica. Per molto tempo questi due universi sono stati analizzati come realtà differenti, caratterizzate da modalità operative e competenze diverse. L'evoluzione dei mercati criminali mostra invece come possano esistere aree di convergenza nelle quali competenze finanziarie, societarie e professionali incontrano capitali e interessi della criminalità organizzata.

Non è necessario che tutti i soggetti coinvolti appartengano formalmente alla stessa organizzazione. Le moderne reti criminali possono funzionare attraverso rapporti di collaborazione, interessi convergenti e prestazioni specialistiche. La struttura può quindi assumere una forma più fluida rispetto al modello gerarchico tradizionale, mantenendo tuttavia una notevole capacità di coordinamento", spiega La Salvia che cita una recente operazione di polizia giudiziaria transnazionale denominata Moby Dick che offre, sotto questo profilo, "un caso particolarmente significativo".
L'inchiesta, coordinata dalla Procura europea e sviluppata attraverso la collaborazione di diverse autorità nazionali, tra cui quelle italiane, ha portato alla luce una complessa rete transnazionale al centro della quale vi sarebbe stata una gigantesca frode sull'IVA legata alla commercializzazione di prodotti elettronici. Secondo i dati diffusi dall'European Public Prosecutor's Office, tra il 2020 e il 2023 il sistema investigato avrebbe generato fatture per un valore superiore a 1,3 miliardi di euro, mentre il danno IVA stimato supera i 520 milioni.

La dimensione economica è certamente rilevante, ma non è il dato quantitativo a rendere l'indagine particolarmente interessante sotto il profilo dell'analisi della criminalità organizzata. L'elemento centrale è rappresentato dalla struttura del sistema e dalla sua capacità di operare oltre i confini nazionali.

Le attività investigative hanno coinvolto più di dieci Paesi e centinaia di persone fisiche e giuridiche. Secondo la ricostruzione dell'EPPO, nella vicenda sarebbero inoltre emersi collegamenti con esponenti della criminalità organizzata di tipo mafioso, compresi soggetti riconducibili a gruppi della Camorra.

La vicenda - prosegue La Salvia - consente quindi di osservare concretamente come una frode economica possa diventare uno spazio di interazione tra differenti forme di criminalità. La frode genera profitto; la rete societaria consente di movimentarlo e schermarlo; la dimensione internazionale rende più difficile ricostruirne il percorso; il riciclaggio permette infine di reinserire le risorse nell'economia attraverso forme patrimoniali e finanziarie apparentemente lecite.

L'esperta sottolinea come "la sottrazione di risorse attraverso una frode fiscale non produce soltanto un danno alle finanze pubbliche. Quando i profitti vengono acquisiti da reti criminali e successivamente reinvestiti, possono alterare le condizioni di concorrenza e consentire a soggetti criminali di acquisire una presenza stabile nell'economia legale. Il rischio è dunque quello di una progressiva normalizzazione del capitale criminale. Un'impresa finanziata con denaro illecito può competere sul mercato con risorse che un operatore legale non possiede. Può accettare margini differenti, acquisire attività, entrare in nuovi settori e utilizzare la disponibilità finanziaria come strumento di penetrazione economica. Il problema non riguarda quindi esclusivamente l'origine del denaro, ma gli effetti che quel denaro produce una volta entrato nel mercato".

La criminalità organizzata transnazionale deve essere letta anche attraverso questa prospettiva. Il suo obiettivo non è necessariamente quello di creare un'economia separata da quella legale. Al contrario, può risultare più vantaggioso utilizzare le infrastrutture dell'economia legale per trasferire e moltiplicare il valore prodotto dalle attività criminali.

Per questo motivo le indagini economico-finanziarie assumono oggi un'importanza crescente. Ricostruire il percorso del denaro significa spesso ricostruire la struttura stessa dell'organizzazione criminale. Le società, i flussi bancari, i rapporti commerciali, i beneficiari effettivi e i patrimoni possono fornire informazioni che non emergerebbero attraverso la sola osservazione delle attività criminali tradizionali, osserva La Salvia per la quale " la cooperazione giudiziaria internazionale diventa, di conseguenza, una condizione essenziale. Un'organizzazione che distribuisce le proprie attività tra più Paesi non può essere contrastata efficacemente attraverso una risposta esclusivamente nazionale. La frammentazione investigativa rischia infatti di produrre una conoscenza parziale del fenomeno, mentre le reti criminali operano sulla base di una visione complessiva dei propri interessi".

La funzione della Procura europea "assume proprio in questo contesto una particolare rilevanza, soprattutto quando le condotte criminali incidono sugli interessi finanziari dell'Unione e attraversano simultaneamente più giurisdizioni", conclude l'esperta sottolineando che "la sfida non consiste soltanto nel colpire le organizzazioni criminali dopo che il reato è stato commesso. Consiste anche nel rendere più difficile la trasformazione del profitto criminale in potere economico".

(Teleborsa) 05-10-2026 12:59


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