L'Ecopillola di Ferretti - Inflazione e PIL: esiste un problema Italia
(Teleborsa) - Inflazione e PIL: dopo la pausa estiva l'Ecopillola di Andrea Ferretti fa il punto sui principali indicatori economici, evidenziando che l'inflazione è in ripresa sulla spinta dei costi energetici, mentre il PIL italiano registra un dato superiore alla media europea ed alle previsioni del Governo, sostenuto dal turismo e dalle esportazioni.1 - L'inflazione
Come era lecito aspettarci, la forte pressione sulle fonti energetiche per cause belliche ha ravvivato la spirale inflazionistica in tutta l'Eurozona. Più in particolare, i dati provvisori di Eurostat evidenziano ad agosto nell'Eurozona una crescita dell'inflazione su base annua del 3,3%, in risalita rispetto al +2,9% di luglio. Discorso del tutto analogo in Italia, dove l'Istat ha registrato ad agosto un aumento dei prezzi su base annuale del 3,3% contro il +2,9% di luglio. Tuttavia, è importante evidenziare che al momento la fiammata di agosto ha riguardato essenzialmente le fonti energetiche e non si è ancora pienamente trasmessa agli altri settori e ai salari. Ciò è evidenziato, da una parte, dal fatto che sia a livello di Eurozona che a livello italiano l'inflazione di fondo, che non considera i prezzi delle fonti energetiche, è lievemente diminuita; dall'altra, dal fatto che in Italia il carrello della spesa è cresciuto dell'1% su base annua, rimanendo stabile rispetto al dato di luglio. Ciò detto, è molto probabile che in questo scenario la BCE voglia prevenire un possibile contagio inflazionistico alzando i tassi di 25 basis point nella prossima riunione del 10 settembre.
2 -La crescita
Sul fronte della crescita, l'Istat ha appena confermato che la crescita del nostro PIL, nel secondo trimestre del 2026, è stata dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Certamente, non un dato esaltante, ma neanche un dato che evidenzi l'esistenza di uno specifico problema Italia. Infatti, confrontando la crescita del secondo trimestre del 2026 rispetto allo stesso dato del 2025, emerge che l'Italia è cresciuta dell'1%, al di sopra della media dell'Eurozona ferma a un +0,9%. Non solo, guardando in avanti, la crescita al momento acquisita in Italia per il 2026 è dello 0,8%, non solo meglio di Francia (+0,5%) e Germania (+0,7%), ma anche decisamente meglio delle previsioni del Governo e di tutti i principali osservatori istituzionali. Ovviamente, il secondo semestre continuerà a essere dominato dall'incertezza derivante dal mix di eventi bellici, crisi energetica e instabilità "trumpiana". Tuttavia, esistono dei motivi che ci possono far sperare in un consolidamento di questa crescita verso un target dell'1% a fine anno. Da una parte, i primi dati sulla stagione turistica del 2026 appaiono decisamente confortanti, con Federturismo che evidenzia una presenza di stranieri a luglio ed agosto in aumento dell'8% rispetto al 2025; dall'altra, l'export del nostro Made in Italy continua a macinare risultati positivi, avendo chiuso il primo semestre con un aumento del 4,5%, molto meglio di ogni previsione. E secondo Matteo Zoppas, presidente di ICE, a fine anno si raggiungeranno i 670 miliardi di export, un risultato decisamente compatibile con il target di 700 miliardi indicato dal ministro Tajani per la fine del 2027.
(Teleborsa) 07-09-2026 13:46