L'analisi EY: crescita Italia moderata (+0,6%) in un contesto ancora incerto
(Teleborsa) - Crescita moderata per l'economia italiana, in un contesto globale ancora caratterizzato da forte incertezza. E' quanto conferma l'EY Italian Macroeconomic Bulletin, report trimestrale che analizza le dinamiche macroeconomiche dell'Italia, fornendo previsioni a medio termine. Secondo le previsioni, il PIL reale è atteso aumentare dello 0,6% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027, mentre il tasso di inflazione si attesterà al 2,6% nel 2026 e al 2,1% nel 2027. Sul fronte dei conti pubblici, il deficit è previsto al 3,2% del PIL nel 2026 e al 3,0% nel 2027, mentre il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire dal 137,5% al 136,2% nello stesso periodo.
Per Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY in Italia, "la tenuta della domanda interna rappresenta un elemento positivo, ma il contesto internazionale resta complesso e richiede alle imprese una maggiore capacità di adattamento. In questa prospettiva innovazione, investimenti e competitività restano fondamentali per rafforzare la resilienza del sistema produttivo e sostenere la crescita nel medio periodo".
Guardando più in dettaglio alle dinamiche trimestrali, dopo il risultato positivo del primo trimestre 2026 (+0,3%), le previsioni indicano una dinamica discontinua nel resto dell'anno, con una lieve contrazione congiunturale del PIL nel secondo trimestre (-0,1%), e una ripresa negll ultimi due trimestri dell'anno (+0,1%).
Il PIL 2026 - sottolinea EY - sarà sostenuto dai consumi delle famiglie (+0,6%) e dagli investimenti (+1,0%), mentre la domanda estera netta contribuirà negativamente alla crescita (-0,2 punti percentuali). Per il secondo trimestre, invece, la lieve flessione del PIL sarebbe legata principalmente alla crescita delle importazioni (+2,7%) e alla riduzione dei consumi delle famiglie e degli investimenti (pari rispettivamente a -0,3% e -1,1%).
Nel 2027 la crescita è prevista allo 0,7%, favorita da una leggera accelerazione delle esportazioni (+1,8%), in risposta al miglioramento dello scenario internazionale, e dal contestuale rallentamento delle importazioni (all'1,4% rispetto al 2,6% del 2026).
(Teleborsa) 24-06-2026 13:16