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Iran-USA, Netanyahu alla Casa Bianca scettico su accordi di pace. Nuove sanzioni su Teheran

News Image (Teleborsa) - Secondo la ricostruzione di Axios di un colloquio di 90 minuti alla Casa Bianca, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso a Donald Trump il proprio scetticismo sulla possibilità di un accordo con l'Iran, chiarendo che un eventuale attacco a Israele riceverebbe una risposta "immediata e potente". Netanyahu ha inoltre mostrato a Trump una mappa della Siria da cui emerge che le aree controllate dalla Turchia sarebbero "50 volte più grandi" di quelle occupate da Israele. Un funzionario israeliano ha riferito che i due leader hanno discusso "a lungo e con grande franchezza di tutte le opzioni" sull'Iran, con Trump che ha espresso preoccupazione per l'impatto della guerra sui mercati dell'energia e sull'economia globale.

Il Dipartimento del Tesoro USA ha annunciato un nuovo round di sanzioni contro otto petroliere e dieci entità, sei delle quali con sede in Cina. "Stiamo adottando ulteriori misure contro i disperati tentativi del regime iraniano di monetizzare lo Stretto di Hormuz e sostenere l'economia del paese", ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent, aggiungendo: "Con un'economia in caduta libera e un'inflazione a tre cifre, il regime iraniano ha disperato bisogno di liquidità". Il Us Central Command ha inoltre ribadito che Hormuz resta "una via navigabile internazionale" sulla quale "il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica non ha l'autorità di imporre rotte", con le navi commerciali che continuano a transitare "con il supporto militare statunitense".

Il comandante di Centcom, ammiraglio Brad Cooper, ha inoltre avvertito le truppe che i video girati con i telefoni cellulari e condivisi online possono aiutare l'Iran a individuare le basi americane, scrivendo in una lettera del 28 luglio che tali informazioni potrebbero costare "vite di militari americani e di civili residenti nei Paesi del Golfo". In Giordania, alcuni soldati sono già stati informati che i loro telefoni saranno confiscati nei prossimi giorni.

Sul fronte energetico, anche Saudi Aramco ha aumentato le forniture di greggio tramite l'oleodotto egiziano Sumed, che collega il Mar Rosso al Mediterraneo, per aggirare le minacce Houthi nello Stretto di Bab el Mandeb dopo l'attacco della scorsa settimana a una nave nel Mar Rosso. Almeno otto grandi petroliere sono state segnalate nel porto di Sidi Kerir, con arrivi attesi fino a metà agosto. Solo le navi cinesi o di paesi vicini all'Iran continuano a transitare regolarmente per Bab el Mandeb, mentre gli armatori occidentali e asiatici preferiscono la più costosa rotta di Suez.

(Teleborsa) 29-07-2026 19:35


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