Iran, Vance: "Nessuno scontro a fuoco". Traffico Hormuz al centro
(Teleborsa) - Continuano le minacce incrociate fra Stati Uniti ed Iran, mentre tutto tace al fronte, salvo qualche isolato incidente, come la bomba di produzione americana caduta nella contea iraniana di Sirik durante un matrimonio, che ha ucciso cinque persone e ne ha ferite decine. Parlando dei raid americani e delle rappresaglie dell'Iran, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha precisato "non la la definirei una guerra. In questo momento non ci sono scontri a fuoco in corso". Vance ha parlato anche dell'ipotesi di ripresa dei negoziati "soltanto se Teheran smetterà di prendere di mira le navi commerciali nello Stretto di Hormuz". "Non stiamo parlando con gli iraniani e non parleremo con loro finché non smetteranno di sparare contro le navi commerciali", ha affermato il vicepresidente.
Sul fronte della pressione finanziaria esercitata dall'Operation Economic Outcast americana, Vance ha aggiunto che la Cina è "disposta a collaborare" per attuare l'isolamento finanziario dell'Iran e che si dimostra "molto più responsabile, certamente degli iraniani e anche di un paio di altri Paesi". Nel frattempo, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato su X che l'Europa "ha aderito ufficialmente" alla campagna di pressione economica e che gli Stati Uniti "apprezzano la loro posizione ferma e tempestiva".
Resta al centro la questione del traffico a Hormuz e, sebbene Trump abbia affermato che il traffico è ripreso su livelli pre-conflitto, la realtà dei fatto sembra raccontare il contrario. Stando ai numeri forniti da Kpler, solo 4 navi hanno attraversato Hormuz nella giornata di ieri, al di sotto delle nove di mercoledì e contro una media pre-conflitto di 15. Tuttavia, il numero di imbarcazioni che transitano nello Stretto potrebbe non essere tuttavia attendibile, poiché alcune navi spengono i sistemi di tracciamento (transponder) durante la navigazione.
Eppure, anche Vance ha affermato che il traffico è sui livelli pre-conflitto e che il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz è "di fatto venuto meno" e che si tratta di una "risorsa che sta perdendo valore". "Se torniamo a tre mesi fa, quanto petrolio e gas passava attraverso lo Stretto sotto le minacce iraniane? Praticamente nulla. Ora siamo quasi tornati ai livelli di quando è iniziato il conflitto", ha dichiarato.
Frattanto, la Corea del Sud sta valutando di contribuire a rafforzare la sicurezza nello Stretto di Hormuz. "I contributi allo Stretto di Hormuz potrebbero essere gestiti entro limiti che non compromettano la prontezza militare", ha affermato un funzionario.
Nonostante questi segnali apparentemente rassicuranti, il petrolio resta su livelli di guardia. Il Future sul Brent scambia in prossimità dei 96 dollari al barile, in rialzod ello 0,4%, mentre il WTI passa di mano a 91,63 USD (+0,3%).
(Teleborsa) 04-09-2026 09:24