Iran, Trump attacca gli alleati: "Non abbiamo bisogno della Nato"
(Teleborsa) - "Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte dei nostri 'alleati' della Nato che non vogliono essere coinvolti nella nostra operazione militare contro il regime terroristico dell'Iran in Medio Oriente, nonostante il fatto che quasi tutti i Paesi siano fortemente d'accordo con ciò che stiamo facendo e che all'Iran non si debba in alcun modo permettere di possedere un'arma nucleare". Donald Trump su Truth attacca i propri partner mettendo la parola alleati tra virgolette."Non sono sorpreso dalla loro reazione, tuttavia, perché ho sempre considerato la Nato, dove spendiamo centinaia di miliardi di dollari all'anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi, soprattutto in caso di bisogno – ha aggiunto il tycoon –. Fortunatamente, abbiamo decimato l'esercito iraniano: la loro Marina è stata distrutta, la loro Aeronautica è stata distrutta, la loro difesa antiaerea e i radar sono stati distrutti e, forse la cosa più importante, i loro leader, praticamente a ogni livello, sono stati eliminati, e non potranno mai più minacciare noi, i nostri alleati mediorientali o il mondo! Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto, non abbiamo più bisogno, né desideriamo, l'assistenza dei Paesi della Nato, non ne abbiamo mai avuto bisogno! Lo stesso vale per il Giappone, l'Australia o la Corea del sud. Anzi, parlando in qualità di presidente degli Stati Uniti d'America, di gran lunga il Paese più potente al mondo, non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno!".
Ma la guerra contro l'Iran, che si protrae ormai da tre settimane, mostra le prime crepe anche nell'amministrazione Trump. Joe Kent, direttore del centro nazionale antiterrorismo, ha annunciato le sue dimissioni contestando l'operazione 'Epic fury'. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", ha spiegato Kent in una nota su X. In una lettera indirizzata al presidente americano il funzionario ha denunciato la "campagna di disinformazione" orchestrata da alti funzionari israeliani e dai media che ha minato la "piattaforma America First" di Trump. Fedelissimo del tycoon e veterano della guerra in Iraq, Kent ha anche sottolineato che le argomentazioni a sostegno dell'attacco all'Iran e le promesse di una rapida vittoria riecheggiano il dibattito sull'entrata in guerra dell'Iraq nel 2003. "Come veterano che ha partecipato a 11 missioni di combattimento e come marito di una soldatessa morta in una guerra provocata da Israele, non posso appoggiare l'invio della prossima generazione a combattere e morire in una guerra che non apporta alcun beneficio al popolo americano né giustifica il costo delle vite americane", ha poi spiegato Kent ricordando la moglie crittografa militare morta in Siria.
Trump non ha preso bene l'uscita di uno dei più importanti consiglieri di Tulsi Gabbard, la direttrice dell'intelligence nazionale, bollandolo come un "debole". Peraltro proprio Gabbard e altri vertici delle agenzie di spionaggio americane nelle prossime ore dovranno testimoniare alla Commissione intelligence del Senato sul conflitto contro Teheran. "Quando qualcuno che lavora con noi afferma di non aver mai considerato l'Iran una minaccia, non vogliamo queste persone", ha aggiunto Trump. Mentre la Casa Bianca ha accusato Kent di dichiarare "le stesse falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono".
"È il commander-in-chief che stabilisce cosa è o non è una minaccia", ha sottolineato la portavoce Karoline Leavitt, definendo "assurda" l'idea che Trump abbia deciso di attaccare l'Iran perché influenzato da Israele. Intanto, dopo aver rivendicato di non temere un altro Vietnam in caso di dispiegamento di soldati americani in Iran, il presidente americano ha aperto un nuovo fronte, quello di Cuba, ancora alle prese con un mega blackout.
"È in cattiva forma, stanno parlando con Rubio. Faremo qualcosa molto presto", ha dichiarato in un incontro con il premier irlandese nello Studio Ovale.
(Teleborsa) 18-03-2026 09:25