Inflazione, dal 2000 al 2025 cresciuta del 63%, per casa e utenze oltre il 100%
(Teleborsa) - Fra il 2000 ed il 2025 c'è stata una crescita tumultuosa dell'inflazione del 63%, anche a causa dell'accelerazione innescata dalla crisi energetica nel 2022. Tale crescita appare tuttavia differenziata per categorie di prodotti, con il capitolo casa ed utenze che fa segnare una crescita superiore al 100%, trainato dalle spese per elettricità e combustibili, in linea con l'aumento registrato dai tabacchi e dai servizi assicurativi. Inferiore al 30% appare invece la crescita dei prezzi per i servizi d'istruzione e sanità, mentre si registra una diminuzione prossima al 60% del costo dei beni e dei servizi di informazione e comunicazione. E' quanto emerge da un report dell'Istat intitolato "Le trasformazioni dell'Italia - I prezzi al consumo. L'inflazione dall'Unità a oggi".Le due Guerre e le crisi degli anni '70
Ripercorrendo le dinamiche dell'inflazione dall'Unità d'Italia (1861) ad oggi. L'Istituto rileva un'inflazione piuttosto contenuta sino al 1914, garantita anche dall'agganciamento della lira al prezzo dell'oro (gold standard) e tre picchi inflazionistici in concomitanza con le due Guerre Mondiali, trainati dall'aumento della liquidità e della domanda per le spese belliche e dalla contemporanea riduzione dell'offerta di beni. In particolare, cambio di politica economica nella seconda parte degli anni '30 e la seconda guerra mondiale hanno determinato una nuova accelerazione dei prezzi, fino a un picco del 344% nel 1944. Una terza impennata si registra in corrispondenza della prima e seconda crisi petrolifera negli anni '70, quando si è registrata una accelerazione dei prezzi: dal 3,1% del periodo 1954-1968 (miracolo economico) al 12,8% del periodo 1969-1986 (comprendente gli shock petroliferi del '73 e '79).La quiete le la tempesta
Dopo un periodo di relativa calma fra l'inizio degli anni '90 e l'inizio del nuovo Millennio, complice anche la fissazione della parità dell'euro nel 1998, nel periodo 1996-2021 l'inflazione è aumentata dell'1,8% fra il 1996 ed il 2021, anche a seguito della grande recessione del periodo 2008-2013. Negli anni più recenti, invece, l'inflazione è tornata a salire a seguito dei due shock petroliferi prodotti dalla guerra in Ucraina (prima) e dalla guerra in Iran (in seguito).
Dagli anni '50 prezzi servizi aumentati più dei beni
L'evoluzione di lungo periodo dei prezzi dei beni e dei servizi mostra differenze significative in termini sia di intensità sia di persistenza. I prezzi dei beni beneficiano in misura maggiore rispetto a quelli dei servizi dei progressi della produttività del lavoro e dell'esposizione alla concorrenza internazionale: dalla metà degli anni '50 a oggi i prezzi dei beni sono aumentati di circa 30 volte, quelli dei servizi di circa 60. Tuttavia, lo shock energetico del 2022 determina un'inversione, con un'impennata dei prezzi dei beni a due cifre per effetto delle tensioni nelle catene di approvvigionamento; in questa fase, la dinamica dei prezzi dei servizi resta invece relativamente più moderata. Misurare il fenomeno dell'inflazione in una prospettiva di lunghissimo periodo consente di evidenziare l'evoluzione della struttura dei prezzi relativi. Ad esempio, se si considerano i prodotti alimentari, nel 1926 si potevano acquistare 5,5 kg di patate, mentre nel 2025 la quantità è quasi dimezzata a circa 3 kg; fenomeni analoghi interessano anche altri prodotti – come il pane o il latte e, in misura minore, la carne bovina – caratterizzati da una forte componente di lavoro o da costi produttivi difficili da comprimere. Al contrario, per alcuni beni trasformati industrialmente o le cui materie prime sono divenute meno care – quali la pasta, lo zucchero, il caffè – le quantità acquistabili sono aumentate sensibilmente: si passa da 1,3 kg di pasta secca di grano duro nel 1926 ai quasi 3 kg nel 2025, e per lo zucchero da 700 grammi a poco meno di 4 kg
(Teleborsa) 13-10-2026 15:59