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Imprese del IV Capitalismo guardano alla crescita: fatturato atteso in aumento del 2,5%

News Image (Teleborsa) - Il 62% delle imprese del IV Capitalismo - che raggruppa le medie imprese (forza lavoro compresa tra 50 e 499 dipendenti ed un volume di vendite del 2024 tra 19 e 415 milioni di euro) e la prima fascia delle grandi imprese (più di 499 dipendenti e/o un fatturato fino ai 3 miliardi di euro) - prevede un aumento del fatturato nel 2026, il 18% una situazione stabile e il 20% una contrazione. Le attese risultano favorevoli anche sui mercati esteri, dove il 58% delle aziende stima uno sviluppo, mentre il 26% prevede stabilità e solo il 16% un calo. La crescita stimata del fatturato complessivo è pari al +2,5%, sostenuta soprattutto dalle esportazioni (+3%) e da un contributo più contenuto sul mercato domestico (+1,7%). Lo rileva l'Area Studi Mediobanca che analizza e approfondisce da lungo tempo le dinamiche del cosiddetto "IV Capitalismo". Si tratta - viene spiegato - di aziende manifatturiere a controllo prevalentemente familiare italiano che vengono regolarmente censite nell'opera "Le principali società italiane", nelle rilevazioni aggregate della pubblicazione sui "Dati cumulativi di società italiane" e nell'indagine annuale sulle "Medie imprese industriali italiane" condotta con Unioncamere e il Centro Studi Tagliacarne.

Prospettive positive che, si sottolinea, si confrontano tuttavia con uno scenario internazionale ancora complesso, segnato da tensioni geopolitiche, protezionismo e instabilità economica. Per sostenere lo sviluppo del biennio 2026-27 l'81,9% delle imprese auspica, pertanto, il miglioramento del contesto internazionale. Inoltre, il 56,2% indica la riduzione del costo degli input produttivi (energetici e non) come leva prioritaria per rafforzare competitività e capacità di investimento. In questa prospettiva si inserisce anche la richiesta di una riduzione del cuneo fiscale sul lavoro (41,3%).

La competitività del IV Capitalismo si fonda sempre di più su fattori distintivi ad alto valore aggiunto. La capacità di personalizzare l'offerta rappresenta il principale punto di forza per il 65% delle imprese, seguita dalla reputazione del brand (56%) e dalla qualità dell'offerta che consente strategie di premium pricing (47%).+sono indicate dal 45,5% delle aziende come asset competitivo rilevante, davanti all'innovazione tecnologica (34,8%) e alla diversificazione dei mercati serviti (32,3%). Risultano meno determinanti, invece, le leve tradizionali della competitività di costo e di scala, come il prezzo di vendita (22%) e la rete distributiva (13,2%). Anche la sostenibilità ambientale registra un numero relativamente contenuto di segnalazioni (10,9%).

Nel biennio più recente le imprese dichiarano di avere soprattutto preservato margini e competitività (65,9%), consolidato il posizionamento del brand (41,9%) e ampliato la gamma di beni e servizi offerti (39,7%). L'espansione della quota di mercato internazionale (34,1%) e di quella domestica (31,7%), unitamente all'ingresso in nuovi segmenti di mercato (24,8%) testimoniano, inoltre, la capacità del IV Capitalismo di intercettare nuove opportunità di sviluppo e di rafforzare la propria presenza competitiva

(Teleborsa) 27-07-2026 13:59


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