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Il riavvicinamento del Regno Unito all'Ue deve partire dalla difesa

News Image (Teleborsa) - Il processo di riavvicinamento del Regno Unito all'Unione Europea, caldeggiato dal governo Burnham, dovrebbe prendere le mosse da una cooperazione più stretta nel campo della difesa, a partire dal sostegno all'Ucraina e senza tralasciare la produzione congiunta di armi per garantire la sicurezza nel Continente. Ma l'iter è ostacolato da opinioni divergenti in seno all'UE sul concetto di "Made in Europe" per il settore delle armi. Sul punto, Bruxelles è stata chiara: Londra dovrà cooperare per la sicurezza dell'UE prima ancora di parlare di un rientro.

E' quanto emerso in occasione della visita a Bruxelles del Segretario alla Difesa britannico Wes Streeting, che ha incontrato l'Alta rappresentante per gli affari esteri Kaja Kallas ed il Commissario europeo per l'industria della difesa Andrius Kubilius. La visita è arrivata ad una settimana di distanza dall'incontro di Parigi con i rappresentanti di Germania, Francia, Italia e Polonia. Streeting ha poi incontrato nuovamente il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius, uno dei sostenitori della necessità di ammettere Londra nell'ambito del programma per la difesa. Ma questo scenario è ostacolato da Parigi, che punta i piedi sul concetto più restrittivo di "Made in Europe" per il settore delle armi.

Parlando con Streeting, Kallas è stata chiara: prima di parlare di un rientro nell'UE, il Regno unito dovrà aderire al programma di difesa europeo. L'Alta rappresentante per gli affari esteri dell'Ue ha ricordato che i negoziati per la Brexit sono stati aspri e difficili e che ci sono ancora persone "traumatizzate" da come si è svolto il processo di separazione. "Questi negoziati saranno difficili e non siamo ancora a quel punto", ha detto Kallas, aggiungendo "quello che penso sia importante è che vogliamo avere una relazione più profonda, perché siete molto vicini e insieme siamo più forti, ma procediamo passo dopo passo".

Una impostazione che ha trovato d'accordo Streeting, il quale ha evidenziato che, al di là delle aspirazioni più alte del Premier Burnham, l'adesione all'Ue non un "interruttore", quindi "non si può semplicemente uscire dall'Unione Europea e poi aspettarsi di riaccendere l'interruttore e rientrare nell'Unione Europea".

Il riavvicinamento - hanno concordato Kallas e Streeting - dovrà essere molto graduale e partire da specifici campi di cooperazione, ad iniziare dalla difesa, anche se Londra ha rinunciato l'anno scorso a partecipare al programma europeo SAFE da 150 miliardi perché non ha trovato l'accordo su un contributo iniziale di 4-6 miliardi di euro. C'è poi la questione del "Made in Europe" per la produzione di armi, che divide gli Stati membri dell'UE: l'ala più restrittiva capeggiata dalla Francia considera Made in Europe solo i beni prodotti dai Paesi membri dell'UE, mentre la concezione più ampia sostenuta dalla Germania vorrebbe ricomprendervi anche i beni prodotto nel Continente europeo da Stati non membri della UE, come il Regno Unito appunto.

I colloqui sono solo all'inizio ed il 20 novembre è in programma un nuovo vertice UE-Regno Unito.



(Teleborsa) 03-11-2026 08:46


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