Genova e Liguria capitali dell'economia del mare 2026. Meloni: "Motore di crescita Paese"
(Teleborsa) - La Liguria si classifica la prima regione italiana per concentrazione di attività legate al mare: l'economia del mare incide per il 13,8% del valore aggiunto regionale e per il 15,4% dell'occupazione. E' quanto emerso in occasione dell'evento "Genova e Liguria Capitali dell'Economia del Mare 2026 - Il Motore blu della crescita economica e occupazionale", promosso da Confindustria.E Genova è stata proprio il punto di partenza del progetto "Capitali dell'Economia del Mare", che ha preso il via nel capoluogo ligure e che approderà nel 2027 anche a Napoli e in Campania.
Al centro del confronto fra istituzioni e sistema produttivo la semplificazione normativa, l'innovazione e la formazione come leve per rafforzare la competitività, attrarre investimenti e sostenere l'occupazione qualificata, consolidando il ruolo dell'economia del mare nel futuro industriale del Paese.
"Con oltre 200 mila imprese e un milione di occupati, l'economia del mare genera in Italia un valore aggiunto pari a 76 miliardi di euro. Siamo i primi in Europa per volume di merci movimentate nel trasporto marittimo a corto raggio e occupiamo i vertici dell'industria cantieristica e nautica ad alta complessità tecnologica, con oltre il 40% del mercato mondiale nei settori dei super yacht e delle navi da crociera", ha ricordato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel videomessaggio inviato per l'evento, ricordando che la blue economy è "uno dei settori nevralgici del tessuto industriale nazionale".
"Per noi italiani, il mare rappresenta tante cose insieme: è identità, ricchezza, storia, cultura, tradizione. Ma è anche una delle direttrici fondamentali della nostra proiezione geopolitica: l'Italia è il naturale punto d'accesso all'Europa e lo snodo geografico tra il Vecchio Continente, l'Africa, il Medio Oriente e l'Asia. Ed è nel Mediterraneo, e non altrove, che la nostra Nazione ha trovato sempre il segno del proprio destino", ha sottolineato la Premier.
Il governo - ha aggiunto - "guarda al mare come una risorsa da valorizzare a trecentosessanta gradi", perché "è il motore della nostra crescita, della nostra occupazione, del nostro benessere". "L'economia blu e la cantieristica sono una delle cinque nuove filiere attorno alle quali si sta evolvendo il nostro Made in Italy e che il Governo ha deciso di attenzionare nella politica industriale che sta portando avanti. Perché il nostro marchio è un concetto dinamico che nel tempo ha aggiunto alle filiere classiche altri segmenti: l'economia della farmaceutica e dei dispositivi medici, la space economy e la difesa, la filiera del turismo e dell'accoglienza, l'industria culturale e – appunto – l'economia del mare".
"Il nostro compito è sostenere questi settori, farli crescere, renderli sempre più competitivi. Puntando, prima di tutto, sulla semplificazione, l'innovazione, la valorizzazione del capitale umano", ha spiegato Meloni, aggiungendo "vogliamo portare avanti questa visione di sistema anche su un altro fronte decisivo, che è quello della logistica portuale Il Governo ha approvato una riforma della governance portuale che ha obiettivi molto precisi: superare le frammentazioni, sviluppare una pianificazione strategica nazionale, aumentare l'attrattività dei nostri porti nello scenario internazionale".
(Teleborsa) 17-04-2026 15:08