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Fiumicino al centro dello sviluppo strategico dell'economia del Lazio

News Image (Teleborsa) - L'aeroporto di Fiumicino non è solo una struttura chiave a livello locale, ma una questione strategica nazionale, fondamentale per sostenere il turismo, l'industria e l'internazionalizzazione delle imprese. È il messaggio centrale emerso durante l'evento "Insieme per il futuro di Roma e del Lazio", promosso dall'Osservatorio Riparte l'Italia, che ha visto a confronto istituzioni e mondo produttivo.

"L'aeroporto di Fiumicino continua a essere al centro di tutte le discussioni, anche alla luce della forte crescita del turismo in Italia. Non possiamo immaginare che lo sviluppo dell'aeroporto possa essere considerato una questione locale: è una questione nazionale", ha dichiarato Paola De Micheli, deputata del Partito Democratico già ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'ex ministra ha ricordato il lavoro svolto durante il suo mandato sui progetti di ampliamento dello scalo, evidenziando come le prescrizioni ambientali formulate all'epoca siano state "completamente recepite" nell'attuale piano.


La sfida della competizione globale


Per non perdere terreno nei confronti dei grandi hub internazionali, occorre premere l'acceleratore del piano di sviluppo infrastrutturale ed effettuare importanti investimenti - si stimano impegni per circa 9 miliardi di euro - per il raddoppio della capacità aeropoprtuale dai circa 52-53 milioni di passeggeri previsti per quest'anno a 100 milioni.

"Negli ultimi 12 anni abbiamo investito circa 3,5 miliardi di euro, non soltanto in infrastrutture ma anche in capitale umano e processi operativi", ha spiegato l'amministratore delegato di Aeroporti di Roma Marco Troncone, aggiungendo "quest'anno Fiumicino raggiungerà circa 52-53 milioni di passeggeri, a fronte di una capacità massima stimabile intorno ai 65 milioni, ma con una pressione operativa che rischierebbe di compromettere gli standard di qualità raggiunti. Per raggiungere la stima futura di 100 milioni di passeggeri dobbiamo sviluppare l'aeroporto in modo sostenibile". Il masterplan sviluppati cinque anni fa - ha spiegato - è "molto meno invasivo per il territorio".

Sostenibilità e dialogo con il territorio

L'espansione dell'infrastruttura presuppone anche una grande attenzione all'impatto ambientale e sociale. Il piano punta infatti al principio del saldo zero nel consumo di suolo e alla riduzione dell'impatto acustico. Per fare in modo che i benefici economici non comportino costi sociali, è stato avviato un dibattito pubblico e trasparente con le comunità locali, recependo le esigenze del territorio in un'ottica di sviluppo integrato.

"Fiumicino costituisce, dal punto di vista turistico, la porta d'ingresso del nostro Paese, è un motore di crescita per le imprese che vogliono internazionalizzarsi e un punto di accesso importante per chi viene a investire in Italia", ha sottolineato il presidente di Aeroporti di Roma Vincenzo Nunziata, aggiungendo "abbiamo proposto un piano di sviluppo da 9 miliardi di euro che non riguarda soltanto l'aumento della capacità aeroportuale, ma si accompagna a misure ambientali molto significative". Il dibattito con le comunità locali - ha precisato - "non è soltanto un passaggio formale, ma un confronto reale con il territorio" ed ha l'obiettivo di "garantire che ai benefici economici per la collettività non corrispondano costi sociali aggiuntivi".


Sostegno bipartisan e trasporti intermodali


Sul progetto di ampliamento si registra un forte allineamento trasversale tra le forze politiche di centrodestra e centrosinistra, sia a livello regionale che comunale. Tuttavia, la crescita dello scalo deve andare di pari passo con un deciso potenziamento della rete di trasporti locale, in particolare i collegamenti ferroviari tra Fiumicino e la Capitale. "Credo che questo allineamento astrale di istituzioni di centrodestra e centrosinistra su un grande progetto rappresenti un punto importante", ha affermato il senatore del Partito Democratico Antonio Misiani, auspicando che l'intervento deve essere "accompagnato da un potenziamento dei collegamenti con la città" in particolare "le connessioni ferroviarie tra Fiumicino e la Capitale".

In un Lazio che rappresenta la seconda regione italiana per fatturato d'impresa, un aeroporto d'eccellenza e pluripremiato in Europa costituisce la vera porta d'ingresso per attrarre multinazionali e capitali esteri. Per far ciò occorre " fare squadra" e realizzare un connessione pubblico-privato, valorizzando il capitale umano e le risorse di un territorio in piena fase di rilancio.

"Il Lazio, grazie a Fiumicino, è diventato centrale a livello europeo. Potrebbe diventarlo ancora di più verso il Nord Africa e altre rotte internazionali. Siamo in una fase di rilancio", ha dichiarato Fabrizio Ghera, Assessore alla Mobilità, Trasporti, Tutela del Territorio, Ciclo dei rifiuti, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio, aggiungendo "la Regione Lazio è a disposizione per portare avanti questi progetti di sviluppo. Siamo più che disponibili a ragionare e a recepire idee che vengono dal territorio. C'è bisogno di investimenti e di fare squadra per un ulteriore passaggio verso il futuro per migliorare rete di servizi e di trasporti della nostra Regione".

"L'aeroporto di Fiumicino per noi è fondamentale, perché se una multinazionale deve venire a fare un investimento nel Lazio, poter contare su aree industriali ben collegate e a un'ora dallo scalo rappresenta un fattore importante", ha convenuto il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, spiegando che "è fondamentale che si continui a portare avanti quanto fatto sul fronte della logistica e delle infrastrutture, perché porta investimenti e crescita".



(Teleborsa) 15-10-2026 17:19


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